Dienstag, 21. Juli 2026

 STORIA CLINICA CRONOLOGICA 2025–2026

Ricostruzione cronologica degli eventi clinici, della sintomatologia persistente e del percorso assistenziale

Parte 1  Premessa e finalità del documento 

Il presente documento nasce con l'obiettivo di ricostruire in modo cronologico e il più possibile completo gli eventi clinici che hanno interessato il mio stato di salute a partire dal mese di aprile 2025.  Non si tratta di una relazione medico-legale né di un documento volto a contestare l'operato dei professionisti sanitari che mi hanno preso in cura. L'intento è esclusivamente quello di raccogliere, ordinare e documentare gli eventi, i sintomi osservati, gli accessi ai servizi sanitari, gli esami eseguiti e le mie osservazioni personali, affinché possano essere valutati nel loro insieme.

Nel corso di oltre un anno ho prodotto numerose comunicazioni indirizzate a medici, Pronto Soccorso, Direzione Sanitaria e ad altre istituzioni.  Con il passare del tempo mi sono reso conto che tali documenti, considerati singolarmente, rischiano di non restituire una visione completa dell'evoluzione clinica. Per questo motivo ho ritenuto opportuno raccogliere tutti gli elementi disponibili in un'unica ricostruzione cronologica. Gli esami effettuati nel corso dei diversi accessi al Pronto Soccorso hanno consentito, di volta in volta, di escludere alcune condizioni acute o immediatamente pericolose.

Tuttavia, la persistenza della sintomatologia, la sua evoluzione nel tempo e il coinvolgimento di apparati differenti mi inducono a ritenere utile una valutazione complessiva dell'intero quadro clinico. Le osservazioni riportate nel presente documento rappresentano esclusivamente ciò che ho percepito, osservato e documentato nel tempo.

Esse non costituiscono diagnosi né intendono sostituirsi alla valutazione dei professionisti sanitari. Quando descrivo possibili relazioni tra diversi sintomi o tra differenti eventi clinici, intendo esclusivamente riferire osservazioni soggettive maturate nel corso del tempo. L'eventuale significato clinico di tali osservazioni può essere stabilito soltanto attraverso un'adeguata valutazione medica.  Per questo motivo, nel corso dell'intero documento, utilizzo volutamente espressioni quali: «ho osservato»;  «ho percepito»; «mi è sembrato»; «ipotizzo una possibile correlazione temporale»; lasciando ogni conclusione diagnostica ai professionisti competenti.

Il presente lavoro vuole inoltre favorire la continuità del percorso assistenziale, permettendo ai medici che eventualmente prenderanno visione della documentazione di comprendere più facilmente la successione degli eventi, l'evoluzione dei sintomi e gli accertamenti già eseguiti.  Il documento rimane aperto e potrà essere integrato con nuovi eventi clinici, ulteriori visite, esami diagnostici, referti o osservazioni personali, qualora ciò si rendesse necessario nel prosieguo del percorso di cura.

La finalità principale rimane quella di offrire una ricostruzione ordinata, cronologica e quanto più possibile oggettiva dell'intera storia clinica, affinché essa possa essere valutata nella sua globalità.  La ricostruzione cronologica riportata nel presente documento si basa sulla documentazione sanitaria disponibile (verbali di Pronto Soccorso, lettere di dimissione, referti diagnostici, visite specialistiche e certificazioni mediche), nonché sulle comunicazioni scritte da me inviate nel corso del tempo alle autorità e alle strutture sanitarie competenti.

Ove disponibile, tale documentazione è integrata da registrazioni audio e video effettuate nel rispetto delle finalità di documentazione personale degli eventi vissuti. I sintomi descritti nel presente documento rappresentano quanto ho osservato e percepito personalmente nel corso del tempo. Le eventuali ipotesi o possibili correlazioni riportate costituiscono esclusivamente osservazioni soggettive e non intendono sostituirsi alla valutazione clinica dei professionisti sanitari.  Per quanto riguarda gli eventi verificatisi a partire dall'aprile 2025, desidero precisare che ho presentato una formale denuncia alle autorità competenti. Per quanto a mia conoscenza, tale procedimento risulta tuttora pendente e non mi è stata comunicata alcuna archiviazione definitiva.

Nel corso dei mesi successivi ho avuto, in diverse occasioni, la percezione di incontrare difficoltà nell'accesso alle cure e atteggiamenti che ho vissuto come poco disponibili o poco collaborativi da parte di alcuni operatori sanitari. Si tratta della mia percezione personale, che riferisco unicamente per completezza della ricostruzione cronologica degli eventi. Ritengo altresì doveroso evidenziare che, nel medesimo periodo, ho incontrato anche professionisti che mi hanno accolto con disponibilità, rispetto e attenzione. In particolare desidero esprimere il mio apprezzamento nei confronti del Dott.  da me preferito, che, secondo la mia esperienza personale, ha sempre dimostrato umanità, professionalità e rispetto nei miei confronti.

Parte 2  Origine degli eventi  27 aprile 2025 – Caduta accidentale e primo accesso al Pronto Soccorso

Il 27 aprile 2025 sono stato vittima di una caduta accidentale nel giardino della mia abitazione.  A seguito del trauma mi sono recato presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale "C. Basilotta" di Nicosia, dove sono stato sottoposto agli accertamenti ritenuti necessari.

Gli esami radiologici eseguiti in quella occasione non hanno evidenziato fratture ossee. Successivamente mi è stata praticata una terapia farmacologica comprendente Toradol, Bentelan e  ( Omeprazen -)Omeprazolo.

Per quanto riguarda tale trattamento, desidero precisare che l'esperienza è stata da me vissuta con notevole disagio.  Ho avuto infatti la percezione di non avere espresso un consenso pienamente consapevole riguardo alla terapia praticata e di non avere ricevuto spiegazioni sufficientemente chiare prima della somministrazione dei farmaci.  Per questo motivo, nei mesi successivi, ho ritenuto opportuno presentare segnalazioni e richieste di chiarimento alle autorità competenti e alla Direzione Sanitaria, allegando la documentazione e gli elementi in mio possesso.

La ricostruzione degli eventi relativi a quella giornata non si basa esclusivamente sui miei ricordi personali, ma anche sulla documentazione sanitaria disponibile e su ulteriori elementi documentali raccolti nel tempo. Non entro nel merito delle responsabilità professionali o delle valutazioni giuridiche, che competono esclusivamente alle autorità competenti. Ritengo tuttavia importante riportare tale episodio poiché, secondo la mia esperienza personale, esso rappresenta il punto iniziale della successiva evoluzione clinica descritta nel presente documento.

Nei giorni e nelle settimane successive ho infatti iniziato a osservare la comparsa di sintomi nuovi, che non avevo precedentemente sperimentato con queste caratteristiche e che, nel corso dei mesi successivi, hanno interessato progressivamente differenti apparati dell'organismo.  

Non affermo che esista necessariamente un rapporto di causa-effetto tra gli eventi del 27 aprile 2025 e la successiva comparsa della sintomatologia.

Posso tuttavia affermare di avere osservato una chiara successione temporale tra tali eventi.

Per questo motivo ritengo opportuno che l'eventuale significato clinico di tale successione venga valutato dai professionisti sanitari nell'ambito dell'intero quadro clinico e della sua evoluzione nel tempo.

Parte 3   Comparsa della sintomatologia persistente (Maggio 2025)

Nel corso del mese di maggio 2025 ho iniziato a percepire la comparsa di sintomi nuovi e persistenti, che non avevo sperimentato con tali caratteristiche prima degli eventi del 27 aprile 2025.  In una fase iniziale la sintomatologia si è manifestata in modo variabile, con intensità non costante e interessando progressivamente diversi apparati dell'organismo.  Tra i sintomi osservati nel tempo ricordo in particolare:

dolori diffusi a livello muscolare e articolare;

rigidità della colonna vertebrale;

limitazioni funzionali nei movimenti;

disturbi digestivi e gastrointestinali;

alterazioni dell'alvo, con episodi di stipsi alternati a diarrea;

sensazione di pressione addominale e tensione nella regione del colon;

meteorismo e difficoltà digestive;

episodi di difficoltà respiratoria, soprattutto durante l'inspirazione profonda;

sensazione di blocco meccanico tra addome, torace e colonna vertebrale;

debolezza generale e facile affaticabilità;

alterazioni del sonno;

episodi di vertigine e instabilità;

formicolii e alterazioni della sensibilità agli arti inferiori, più evidenti a sinistra;

sensazione di pesantezza alle gambe e ai piedi;

alterazioni cutanee riferite nel corso del tempo.

Con il passare delle settimane ho iniziato a osservare che molti di questi sintomi sembravano comparire contemporaneamente oppure influenzarsi reciprocamente. 

In particolare ho avuto l'impressione che determinate posture, alcuni movimenti, la respirazione profonda e l'assunzione dei pasti potessero modificare l'intensità della sintomatologia.  Successivamente ho iniziato a osservare anche disturbi della deglutizione, riduzione della produzione di saliva, sensazione di secchezza della bocca, dolore nella regione sottoauricolare, tensione cervicale e la comparsa, durante la deglutizione, di una prominenza sul lato destro del collo.  

Nel corso dei mesi successivi tali manifestazioni sono diventate oggetto di numerose osservazioni personali e sono state più volte riferite ai medici nel tentativo di comprenderne il significato clinico.

Non sono in grado di stabilire se tutti i sintomi descritti abbiano un'origine comune oppure se rappresentino condizioni differenti.  Posso tuttavia affermare che, nel tempo, ho osservato una certa ricorrenza e una possibile associazione temporale tra diversi disturbi riguardanti l'apparato muscolo-scheletrico, quello gastrointestinale, la respirazione, la deglutizione e gli arti inferiori.  Per questo motivo ho iniziato a documentare con sempre maggiore attenzione l'evoluzione della sintomatologia, annotando gli episodi, le variazioni osservate, gli accessi ai servizi sanitari e gli accertamenti eseguiti.

Questa attività di osservazione personale non nasce dall'intenzione di formulare una diagnosi autonoma, ma esclusivamente dal desiderio di fornire ai professionisti sanitari una ricostruzione quanto più completa possibile dell'evoluzione clinica.  La frase che meglio sintetizza questo atteggiamento rimane la seguente:  «Ho osservato nel tempo una certa ricorrenza e associazione tra i sintomi, ma mi affido alla valutazione medica per comprenderne l'eventuale significato clinico.»

Parte 4  Prime richieste di chiarimento e ricerca di assistenza (Maggio – Novembre 2025)

Con il progressivo persistere della sintomatologia, nel corso dei mesi successivi al primo accesso al Pronto Soccorso ho iniziato a cercare spiegazioni e assistenza medica, rivolgendomi ai professionisti sanitari e alle istituzioni competenti. Poiché continuavo a ritenere significativo quanto accaduto durante l'accesso al Pronto Soccorso del 27 aprile 2025, ho cercato inizialmente di ottenere chiarimenti direttamente presso le autorità competenti.  Nei giorni e nelle settimane successive mi sono recato più volte presso la Stazione dei Carabinieri per rappresentare quanto accaduto e chiedere la formalizzazione della mia denuncia.  In tre diverse occasioni consecutive la denuncia non venne raccolta.

Mi fu suggerito di rivolgermi inizialmente alla Direzione Sanitaria dell'Ospedale affinché la vicenda venisse valutata in sede amministrativa.  Seguendo tale indicazione ho trasmesso una dettagliata comunicazione scritta alla Direzione Sanitaria dell'Ospedale "C. Basilotta" di Nicosia, descrivendo gli eventi del 27 aprile 2025 e chiedendo chiarimenti.  Dopo alcune settimane ho ricevuto una risposta nella quale veniva riferito che le procedure risultavano essere state eseguite secondo i protocolli previsti.  Nella risposta ricevuta non ho tuttavia trovato un riscontro puntuale alle osservazioni e alle domande formulate nella mia comunicazione.

Per questo motivo ho successivamente inviato una nuova comunicazione integrativa, allegando ulteriore documentazione e un supporto contenente registrazioni audio e video relative agli eventi che avevo ritenuto opportuno documentare.  A tale ulteriore comunicazione, per quanto a mia conoscenza, non è seguito alcun riscontro.  Nel frattempo la sintomatologia continuava a persistere e ad evolvere.  Nel corso dei mesi di maggio, giugno, luglio e ottobre 2025 mi sono rivolto ripetutamente al medico di medicina generale, descrivendo i sintomi comparsi dopo gli eventi dell'aprile 2025 e riferendo le difficoltà che stavo progressivamente incontrando. Nonostante i ripetuti colloqui, ho avuto la percezione che il quadro complessivo della sintomatologia non venisse valutato nella sua globalità.  Successivamente ho ritenuto opportuno modificare il medico di medicina generale. Anche nel prosieguo del percorso assistenziale ho continuato a riferire i sintomi e le mie osservazioni, senza tuttavia ottenere, secondo la mia percezione, una spiegazione clinica unitaria dei diversi disturbi.  Con il trascorrere dei mesi la situazione clinica continuava a peggiorare.

Verso la fine del 2025 comparvero episodi sempre più frequenti di diarrea, disidratazione, marcata debolezza, difficoltà digestive e progressiva riduzione della capacità funzionale.  Nel mese di novembre 2025, a seguito di disposizioni ricevute dagli organi competenti, personale della Polizia di Stato raccolse formalmente la denuncia che nei mesi precedenti non era stato possibile formalizzare. In tale occasione consegnai la documentazione e gli elementi di prova in mio possesso, affinché potessero essere valutati nelle sedi competenti.  Non spetta a me formulare valutazioni sulle responsabilità o sugli sviluppi del procedimento. Ritengo tuttavia importante riportare tali eventi poiché essi costituiscono parte integrante della ricostruzione cronologica della vicenda e del contesto nel quale si è sviluppato il successivo percorso sanitario.  Parallelamente, la sintomatologia continuava a evolvere, rendendo necessari ulteriori accessi al Pronto Soccorso e numerosi accertamenti clinici che verranno descritti nei capitoli successivi.

Parte 5A  Dicembre 2025 – Progressivo peggioramento clinico e primi ripetuti accessi al Pronto Soccorso

Nel corso dei mesi successivi agli eventi dell'aprile 2025 la sintomatologia descritta non si è progressivamente risolta. Al contrario, ho osservato il coinvolgimento di differenti apparati dell'organismo, con un progressivo peggioramento della qualità della vita e delle capacità funzionali.  Verso la fine del 2025 sono comparsi con maggiore frequenza episodi di diarrea, disidratazione, marcata debolezza, difficoltà digestive, dolore addominale, ridotta tolleranza allo sforzo e limitazioni funzionali sempre più evidenti. Tale peggioramento mi ha indotto a ricorrere nuovamente al Pronto Soccorso.

18 dicembre 2025

Il 18 dicembre 2025 mi sono recato presso il Pronto Soccorso a causa del peggioramento della sintomatologia generale. L'obiettivo principale della visita era comprendere l'origine dei sintomi persistenti e ottenere una rivalutazione clinica dell'intero quadro. Nonostante gli accertamenti eseguiti e le cure ricevute, la sintomatologia non mostrò un miglioramento stabile e continuò a persistere anche nei giorni successivi.

Dal 25 al 27 dicembre 2025

Nei giorni 25, 26 e 27 dicembre 2025 tentai nuovamente di accedere al Pronto Soccorso. Presente Dott.ssa B. e il  27  Dott. Z. .

Secondo quanto da me vissuto, in tali occasioni non venni preso in carico nonostante il persistere della sintomatologia e il progressivo peggioramento delle mie condizioni generali.  Continuavo infatti a riferire debolezza marcata, alterazioni gastrointestinali, diarrea, difficoltà digestive, dolore addominale, senso di disidratazione e limitazioni funzionali che rendevano sempre più difficile svolgere le normali attività quotidiane.

28 dicembre 2025

Il 28 dicembre 2025 riuscii ad accedere nuovamente al Pronto Soccorso. In tale occasione venni sottoposto agli accertamenti ritenuti necessari e successivamente dimesso il giorno 29 dicembre 2025.  Nonostante la dimissione, la sintomatologia rimase sostanzialmente invariata.  Nei giorni immediatamente successivi continuai infatti a osservare il permanere dei disturbi che da tempo stavano progressivamente interessando il mio stato di salute.

Persistettero la debolezza generale, le alterazioni dell'alvo, i disturbi digestivi, il dolore addominale, la facile affaticabilità e la sensazione che il mio organismo non riuscisse più a recuperare come in passato. Fu proprio in questo periodo che iniziai a rendermi conto con maggiore consapevolezza che non si trattava più di episodi isolati, ma di una condizione che tendeva a ripresentarsi con continuità e che stava progressivamente modificando la mia vita quotidiana.  Questa osservazione rappresentò uno dei motivi che mi spinsero a documentare con sempre maggiore attenzione gli eventi, gli accessi al Pronto Soccorso, le visite specialistiche, gli esami eseguiti e l'evoluzione dei sintomi nel tempo.  Non con l'intenzione di formulare autonomamente una diagnosi, ma affinché i professionisti sanitari potessero disporre di una ricostruzione cronologica il più possibile completa dell'intera evoluzione clinica.  La sensazione maturata nel corso dei mesi era che il quadro clinico meritasse una valutazione complessiva, considerando insieme i sintomi muscolo-scheletrici, gastrointestinali, respiratori, neurologici e funzionali, piuttosto che come manifestazioni separate e indipendenti.

Parte 5B  Fine dicembre 2025 – Inizio gennaio 2026  

Nuovo accesso al Pronto Soccorso ( 30 dicembre 2025)

Poiché la sintomatologia non aveva mostrato alcun miglioramento dopo la dimissione del 29 dicembre 2025, nella serata del 30 dicembre 2025 mi sono nuovamente recato presso il Pronto Soccorso.  Anche in questa occasione il motivo dell'accesso era rappresentato dalla persistenza e dal progressivo aggravamento dei sintomi già riferiti nei giorni precedenti.  Tra i disturbi principali continuavo a osservare:

marcata debolezza generale;

difficoltà digestive e gastrointestinali;

episodi di diarrea e disidratazione;

dolore addominale;

limitazioni funzionali;

difficoltà nel mantenere una normale attività quotidiana.

Durante il ricovero vennero eseguiti gli accertamenti e le terapie ritenuti opportuni dal personale sanitario.  La degenza si protrasse fino al 2 gennaio 2026, data della dimissione.

Dopo la dimissione

Anche successivamente alla dimissione i sintomi non scomparvero.  Continuavo infatti a percepire un quadro clinico caratterizzato da:

facile affaticabilità;

persistente debolezza;

dolori diffusi;

disturbi gastrointestinali;

alterazioni dell'alvo;

limitazioni funzionali nelle normali attività quotidiane.

Nei mesi precedenti avevo sperato che tali sintomi potessero progressivamente attenuarsi. L'evoluzione clinica osservata fu invece diversa.  Con il trascorrere delle settimane iniziai a rendermi conto che non si trattava più di episodi isolati, ma di una sintomatologia persistente che sembrava interessare contemporaneamente differenti apparati dell'organismo.  Per questo motivo iniziai a documentare con sempre maggiore attenzione la cronologia degli eventi, le variazioni dei sintomi, gli accessi ai servizi sanitari e gli esami eseguiti.  Non lo feci con l'intenzione di formulare autonome conclusioni diagnostiche, ma con l'obiettivo di mettere a disposizione dei professionisti sanitari una ricostruzione il più possibile completa e cronologica dell'evoluzione clinica.  La convinzione che maturava progressivamente era che i diversi sintomi potessero meritare una valutazione complessiva e multidisciplinare, anziché essere considerati esclusivamente come manifestazioni isolate. L'inizio dell'anno 2026 rappresentò pertanto la prosecuzione di un percorso clinico che, anziché risolversi, continuava purtroppo a evolvere, rendendo necessari ulteriori controlli, nuovi accessi al Pronto Soccorso e ulteriori approfondimenti diagnostici.

Parte 6  

Gennaio – Febbraio 2026  Persistenza della sintomatologia e nuovo evento traumatico

Dopo la dimissione del 2 gennaio 2026 la sintomatologia non mostrò un miglioramento significativo. Continuavo infatti a osservare la persistenza di debolezza generale, dolori diffusi, disturbi gastrointestinali, alterazioni dell'alvo, difficoltà digestive e limitazioni funzionali che influenzavano sempre più le normali attività quotidiane.  Nel tentativo di comprendere l'origine dei sintomi mi sottoposi a ulteriori controlli.


21 gennaio 2026 – RX torace e colonna lombosacrale

In data 21 gennaio 2026 sono stati eseguiti una radiografia del torace in due proiezioni e una radiografia della colonna lombo-sacrale (con studio dinamico), nell'ambito degli accertamenti successivi al trauma toracico.

Il referto evidenziava:

diffusa accentuazione della trama polmonare bilateralmente;

emidiaframmi regolari con seni costo-frenici liberi;

ombra cardiaca nei limiti;

assenza di lesioni ossee traumatiche radiograficamente apprezzabili nei segmenti scheletrici esaminati;

precisazione che non potevano essere escluse eventuali lesioni delle componenti molli non valutabili radiograficamente.

Prendo atto del contenuto del referto senza attribuirgli interpretazioni personali, rimettendo ogni valutazione clinica ai professionisti sanitari competenti.

25 gennaio 2026 – Radiografia diretta dell'addome, radiografia dell'apparato urinario ed ecografia addome superiore

In data 25 gennaio 2026, nell'ambito del percorso di approfondimento della persistente sintomatologia addominale e gastrointestinale, sono stati eseguiti:

radiografia diretta dell'addome;

radiografia dell'apparato urinario;

ecografia dell'addome superiore.

Quesito diagnostico: colica addominale, stipsi.


L'ecografia ha evidenziato:

fegato nei limiti per dimensioni, con formazione iperecogena nel segmento VII, invariata rispetto al precedente controllo;

vie biliari intra- ed extraepatiche non dilatate;

colecisti con pareti regolari e priva di calcoli;

reni nei limiti, senza segni di stasi urinaria;

milza nei limiti;

aorta di calibro regolare;

vescica non valutabile;

assenza di versamento libero addominale.

Prendo atto del contenuto del referto senza attribuirgli interpretazioni personali, rimettendo ogni valutazione clinica ai professionisti sanitari competenti.

Osservazione

Nonostante gli accertamenti eseguiti fino a quel momento, la sintomatologia addominale e digestiva continuava a persistere. Per tale motivo il percorso diagnostico proseguì nei mesi successivi con ulteriori approfondimenti, riportati cronologicamente nella presente ricostruzione.

11 febbraio 2026  L'11 febbraio 2026 mi recai nuovamente presso il Pronto Soccorso.

Durante tale accesso furono eseguiti esami ematochimici e una infusione endovenosa elettrolitica, ritenuta opportuna in relazione alle condizioni cliniche del momento. Anche dopo questo accesso continuai tuttavia a osservare il permanere della sintomatologia generale.

16 febbraio 2026

Il 16 febbraio 2026 tentai nuovamente di accedere al Pronto Soccorso. Secondo quanto da me vissuto, anche in questa occasione non vi fu una presa in carico completa della situazione clinica riferita.

20 febbraio 2026

Il 20 febbraio 2026 si verificò un nuovo evento traumatico. A seguito di una caduta riportai un trauma interessante la regione toracica, lombare e lombo-sacrale. Fin dai primi momenti successivi alla caduta iniziai a percepire una modificazione della sintomatologia rispetto ai mesi precedenti.  Oltre al dolore, comparvero nuove limitazioni funzionali e la sensazione soggettiva che alcuni movimenti del tronco, della colonna vertebrale e dell'addome non risultassero più come in precedenza.  Nel corso dei giorni successivi osservai inoltre la comparsa o l'accentuazione di:

dolore toracico e lombo-sacrale;

rigidità della colonna vertebrale;

dolore durante alcuni movimenti;

difficoltà respiratorie in determinate posture;

sensazione di pressione nella regione addominale;

alterazioni della funzione intestinale;

limitazione progressiva della deambulazione.

Pur non essendo in grado di stabilire autonomamente l'origine di tali sintomi, ebbi la sensazione che il trauma avesse modificato il quadro clinico preesistente, motivo per cui richiesi ulteriori valutazioni mediche.


Parte 7

21 febbraio – 30 marzo 2026

Evoluzione della sintomatologia successiva al trauma del 20 febbraio 2026

5 marzo 2026 – Accesso al Pronto Soccorso

In data 5 marzo 2026 mi sono recato presso il Pronto Soccorso a causa di diarrea ricorrente, sospetta disidratazione, possibile perdita di elettroliti e di un episodio di quasi svenimento verificatosi durante un pasto.

Nel corso della valutazione clinica venne proposta la somministrazione di una terapia infusionale con liquidi ed elettroliti come misura di supporto.

Al momento della compilazione del modulo di consenso informato manifestai alcune perplessità in merito al contenuto dell'autorizzazione, poiché desideravo comprendere con precisione quali trattamenti sarebbero stati effettivamente eseguiti. Non essendomi del tutto chiaro se il consenso riguardasse esclusivamente la terapia infusionale proposta oppure anche eventuali altri farmaci o procedure, preferii non sottoscrivere immediatamente il modulo.

Di conseguenza la terapia infusionale non venne eseguita e decisi di rientrare al domicilio, pur permanendo la necessità di reintegrare liquidi ed elettroliti.

Evoluzione clinica successiva al trauma (21 febbraio – 30 marzo 2026)

A seguito della caduta del 20 febbraio 2026, il giorno successivo mi sono recato presso il Pronto Soccorso per una valutazione clinica delle conseguenze del trauma riportato.

Il 21 febbraio 2026 sono stati eseguiti gli accertamenti radiologici ritenuti necessari, comprendenti:

RA 121 BSI;

RX del bacino e delle articolazioni sacro-iliache;

RX della colonna lombo-sacrale.

Durante i giorni successivi ho continuato tuttavia a percepire un'importante limitazione funzionale, accompagnata da dolore persistente nella regione toracica, lombare e lombo-sacrale.

Oltre al dolore, riferivo una sensazione soggettiva di modificazione dell'assetto funzionale della colonna e dell'addome rispetto alla situazione precedente al trauma, con la percezione che anche la respirazione e la funzione intestinale risultassero diverse rispetto alla condizione precedente alla caduta.

Nel corso del tempo osservai inoltre la comparsa o l'accentuazione di:

dolore toracico e lombo-sacrale persistente;

difficoltà respiratoria durante l'inspirazione profonda;

dolore accentuato da alcuni movimenti;

sensazione di pressione nella regione addominale;

alterazioni della funzione intestinale;

progressiva difficoltà nel camminare e nel mantenere la posizione seduta o eretta per tempi prolungati.

Durante le visite cercai di descrivere nel modo più preciso possibile ciò che percepivo. In particolare spiegai di avere avuto, al momento della caduta, la sensazione che l'impatto sulla regione glutea destra fosse stato seguito da una modificazione interna a livello della regione lombo-sacrale e addominale.

Preciso che tale descrizione rappresentava esclusivamente la mia percezione soggettiva dei sintomi e non intendeva formulare alcuna diagnosi, ma esclusivamente riferire al medico le sensazioni percepite affinché potessero essere valutate dal punto di vista clinico.

Nei giorni successivi continuai infatti a riferire che la sintomatologia sembrava interessare contemporaneamente la colonna vertebrale, l'addome, la respirazione e la funzione intestinale.

Il 28 febbraio 2026 vennero eseguiti ulteriori esami radiologici.

Nel corso delle visite cercai più volte, ove possibile, di poter visionare insieme ai medici le immagini radiografiche, indicando il punto che, secondo la mia percezione, appariva diverso rispetto alla situazione precedente al trauma.

In occasione della visita del 21 febbraio 2026, il Dott. da me preferito,  acconsentì a visionare insieme a me le radiografie, permettendomi di indicare le aree che ritenevo maggiormente correlate ai sintomi riferiti.

Successivamente, durante la visita del 30 marzo 2026, rivolsi analoga richiesta alla Dott.ssa S. , analogamente a quanto già richiesto durante la visita del 21 febbraio 2026, chiedendo se fosse possibile osservare insieme gli esami radiografici per spiegare meglio la sede dei disturbi da me percepiti. Tale possibilità non mi fu concessa e non fu quindi possibile effettuare un confronto diretto sulle immagini.

Ritengo importante precisare che la mia richiesta non era finalizzata a interpretare autonomamente gli esami radiologici, ma esclusivamente a mostrare al medico il punto corrispondente alla sede dei sintomi da me percepiti.

Nel tempo continuavo infatti a osservare una possibile relazione funzionale tra:

colonna vertebrale;

gabbia toracica;

respirazione;

addome;

intestino;

deambulazione.

Non sono naturalmente in grado di stabilire se tali fenomeni abbiano una causa comune. Per questo motivo continuo ad affidarmi alla valutazione dei professionisti sanitari, ritenendo importante che l'intera evoluzione clinica successiva al trauma venga valutata nel suo insieme, tenendo conto sia dei reperti obiettivi sia dei sintomi riferiti e della loro evoluzione nel tempo.

Precisazioni relative ai colloqui avuti durante le visite

Al termine della visita del 30 marzo 2026, chiesi inoltre quando fosse opportuno tornare al Pronto Soccorso qualora i sintomi fossero rimasti invariati.  Ricordo che la Dott.ssa S. mi rispose che avrei potuto tornare «quando si sentisse male», mentre la Dott.ssa B. mi indicò orientativamente di ripresentarmi «fra due mesi».

Seguendo tale indicazione e poiché la sintomatologia persistette senza un miglioramento significativo, proseguì il percorso di ulteriori controlli clinici e di approfondimento diagnostico, descritto nelle sezioni successive della presente ricostruzione cronologica.


Parte 8  mi recai nuovamente al Pronto Soccorso all'inizio del mese di giugno 2026.

Giugno 2026  Persistenza della sintomatologia e richiesta di rivalutazione clinica 

Poiché la sintomatologia permaneva senza un miglioramento significativo, mi recai nuovamente presso il Pronto Soccorso all'inizio del mese di giugno 2026, seguendo le indicazioni ricevute durante la precedente visita del 30 marzo.

 Il 1° giugno 2026 ebbi la possibilità di essere nuovamente visitato dal Dott.  da me preferito, che accolse la mia situazione con disponibilità, ascolto e professionalità, consentendomi di esporre nuovamente l'evoluzione della sintomatologia.  In quella occasione descrissi come, a oltre tre mesi dal trauma del 20 febbraio 2026, persistessero numerosi disturbi che limitavano significativamente la vita quotidiana.

Continuavo infatti a riferire:

dolore persistente alla colonna toracica, lombare e lombo-sacrale;

difficoltà nell'alzarmi dal letto;

difficoltà nel camminare e nel mantenere la posizione eretta o seduta per periodi prolungati;

rigidità della muscolatura del tronco;

dolore accentuato durante alcuni movimenti;

difficoltà respiratoria durante l'inspirazione profonda, con sensazione di blocco e dolore trafittivo nella regione toracica;

sintomi addominali e gastrointestinali persistenti.

Nel corso dei mesi avevo inoltre osservato come i disturbi non sembrassero interessare un singolo apparato, ma coinvolgere contemporaneamente la colonna vertebrale, la respirazione, l'addome e la funzione intestinale.  Pur non essendo in grado di stabilire se tali manifestazioni fossero tra loro collegate, ritenevo importante descriverle nel loro insieme affinché potessero essere valutate nell'ambito del quadro clinico complessivo.

Il 1° giugno 2026  - Visita ortopedica.

In occasione della visita ortopedica del 1° giugno 2026, ho consegnato allo specialista la seguente relazione clinico-funzionale, da me predisposta, contenente le mie osservazioni personali, affinché potesse prendere visione dell'evoluzione della sintomatologia e degli elementi che ritenevo rilevanti ai fini della valutazione clinica.

In un primo momento il medico ha ritenuto di non prenderne visione; successivamente, dopo che gli ho spiegato che il contenuto avrebbe richiesto molto tempo per essere illustrato soltanto verbalmente, ha accettato di leggerla.

Oggetto: Relazione clinico-funzionale per valutazione ortopedica successiva a trauma del 20 febbraio 2026

Il sottoscritto  desidera sottoporre alla valutazione specialistica ortopedica la seguente sintomatologia comparsa successivamente al trauma del 20 febbraio 2026.

In data 20 febbraio 2026 sono scivolato all’interno di un supermercato a causa di pavimento bagnato, riportando un trauma sul lato destro del corpo, con interessamento prevalente dell’anca destra, della regione glutea e del tratto toraco-lombo-sacrale.

Successivamente al trauma sono comparsi dolore persistente e alterazione funzionale della colonna vertebrale, in particolare a livello toracico inferiore, lombare e sacrale, associati a limitazione dei movimenti, rigidità, debolezza funzionale e ridotta tolleranza alla posizione seduta prolungata.

Nel tempo ho inoltre percepito:

peggioramento della mobilità del rachide;

difficoltà nella deambulazione;

difficoltà nella guida di autoveicoli;

riduzione della capacità di svolgere attività fisiche precedentemente tollerate;

difficoltà nei movimenti di flessione, torsione e mantenimento prolungato di alcune posture.

Riferisco dolore e sensazione soggettiva di alterazione dell’assetto vertebrale soprattutto a livello del passaggio toraco-lombare T12–L1, delle vertebre lombari L2, L3, L4 e L5, nonché dell’area sacrale S1.

Percepisco inoltre una modificazione della lordosi lombare e dell’assetto interno della colonna rispetto alla condizione precedente al trauma.

In alcuni momenti, soprattutto durante la digestione, i movimenti intestinali, l’aumento della pressione addominale, la posizione seduta prolungata o durante l’evacuazione intestinale, riferisco comparsa di dolore acuto e trafittivo nella regione toraco-lombare, con possibile irradiazione funzionale verso addome, bacino e regione lombosacrale.

Tali episodi risultano talvolta associati a:

difficoltà respiratorie soggettive in alcune posture;

sensazione di compressione interna;

debolezza funzionale;

peggioramento temporaneo della sintomatologia lombosacrale.

Nel corso dei mesi successivi al trauma ho inoltre osservato una possibile correlazione funzionale tra la sintomatologia vertebrale e disturbi addominali e gastrointestinali, inclusi:

sensazione di pressione addominale;

alterazioni del transito intestinale;

difficoltà digestive;

peggioramento dei sintomi in relazione all’aumento della pressione addominale.

Pur non formulando autonome conclusioni cliniche, ritengo importante che tali sintomi vengano valutati nel loro insieme, considerando le possibili interazioni biomeccaniche e funzionali tra rachide toraco-lombosacrale, addome, respirazione, bacino e apparato gastrointestinale.

Durante precedenti accessi sanitari ho cercato di indicare il punto preciso in cui percepivo la maggiore alterazione funzionale e ho richiesto di poter visionare congiuntamente le immagini radiografiche già eseguite, in particolare quelle del 21 e del 28 febbraio 2026, al fine di confrontare la situazione successiva al trauma con la mia condizione precedente.

Riferisco inoltre che durante alcune procedure radiologiche ho potuto osservare sul monitor immagini dinamiche che sembravano mostrare movimenti, assetti e comportamenti funzionali non sempre pienamente rappresentati nelle immagini statiche successivamente refertate.

Durante la notte, in posizione sdraiata, riferisco frequenti episodi di rigidità e irrigidimento della regione toraco-lombo-sacrale, soprattutto al risveglio.

Ho inoltre la percezione che alcuni movimenti involontari o posture assunte durante il sonno possano accentuare temporaneamente il dolore, la limitazione funzionale e la sensazione di alterazione dell’assetto vertebrale.

Alla luce della persistenza e dell’evoluzione della sintomatologia, chiedo cortesemente una valutazione ortopedica approfondita del rachide toracico, lombare e sacrale, nonché eventuali ulteriori approfondimenti diagnostici ritenuti clinicamente appropriati.

La presente relazione viene redatta al solo scopo di favorire una più precisa comprensione della sintomatologia riferita e del decorso successivo al trauma del 20 febbraio 2026.


Nei giorni successivi proseguirono gli approfondimenti diagnostici. 

Nei giorni successivi proseguirono gli approfondimenti diagnostici. Il 5 giugno 2026 venne eseguita un'ecografia addominale. Dal referto risultava che fegato, colecisti, reni e milza non presentavano alterazioni significative. Tuttavia veniva specificato che il pancreas non era adeguatamente valutabile a causa del meteorismo intestinale.

Considerai questa osservazione importante, poiché da molti mesi continuavo a riferire dolore nella regione epigastrica e del plesso solare, disturbi digestivi, alterazioni della funzione intestinale e sintomi che sembravano accentuarsi dopo i pasti. Per questo motivo ritenni opportuno chiedere se potessero essere valutati, qualora clinicamente indicati, ulteriori approfondimenti diagnostici, lasciando naturalmente ogni decisione alla valutazione dei professionisti sanitari.

5 giugno 2026 – Ecografia addome completo

Su richiesta del Dott.è stata eseguita un'ecografia dell'addome superiore e dell'addome completo per il persistere della sintomatologia addominale.

L'esame ha evidenziato un fegato nei limiti per dimensioni, vie biliari non dilatate, colecisti priva di calcoli, reni e milza senza alterazioni significative e assenza di versamento libero addominale.

Il referto segnala tuttavia la presenza di marcato meteorismo intestinale, tale da impedire anche la valutazione della regione pancreatica. Di conseguenza, il pancreas non è risultato adeguatamente esplorabile mediante l'indagine ecografica.

Prendo atto del contenuto del referto senza attribuirgli interpretazioni personali.

Quesito diagnostico: algia addominale.

Referto ecografico (sintesi):

Fegato nei limiti per dimensioni.

Nessuna focalità apprezzabile nei segmenti valutabili.

Marcato meteorismo intestinale che impedisce anche la valutazione della regione pancreatica.

Vie biliari intraepatiche ed extraepatiche (VBI e VBE) non dilatate.

Colecisti con pareti regolari e alitiasica (assenza di calcoli).

Aorta addominale di regolare calibro.

Reni nei limiti, con regolare rappresentazione cortico-midollare e senza segni di stasi urinaria.

Milza nei limiti per dimensioni ed ecostruttura.

Vescica depléta, pertanto non valutabile.

Assenza di versamento libero in addome.

Dal referto risultava che fegato, colecisti, reni e milza non presentavano alterazioni significative. Tuttavia veniva specificato che il pancreas non era adeguatamente valutabile a causa del meteorismo intestinale.

Considerai questa osservazione importante, poiché da molti mesi continuavo a riferire dolore nella regione epigastrica e del plesso solare, disturbi digestivi, alterazioni della funzione intestinale e sintomi che sembravano accentuarsi dopo i pasti. Per questo motivo ritenni opportuno chiedere se potessero essere valutati, qualora clinicamente indicati, ulteriori approfondimenti diagnostici. 


 Il 12 giugno 2026 effettuai un nuovo accesso al Pronto Soccorso, durante il quale furono eseguiti esami ematochimici e somministrata terapia infusionale con soluzione fisiologica.  Gli esami consentirono di escludere alcune condizioni acute, ma ritenni importante evidenziare che essi non esaurivano necessariamente tutte le possibili cause della sintomatologia persistente.  Per tale motivo continuai a chiedere, con spirito collaborativo e senza formulare diagnosi autonome, che il quadro clinico venisse rivalutato nel suo insieme e che fossero eventualmente presi in considerazione ulteriori approfondimenti diagnostici qualora ritenuti appropriati.

Osservo che, nonostante la persistenza della sintomatologia digestiva da me riferita, l'esame ecografico non ha consentito una valutazione del pancreas a causa del marcato meteorismo intestinale. Ritengo pertanto utile riportare tale circostanza nella presente ricostruzione cronologica, lasciando naturalmente ai professionisti sanitari ogni valutazione circa l'eventuale opportunità di ulteriori accertamenti.


Parte 9  15 – 17 giugno 2026  Evoluzione della sintomatologia e osservazioni cliniche personali

Nel corso dei mesi successivi continuai ad osservare con attenzione l'evoluzione della mia condizione clinica.  Pur essendo consapevole di non poter formulare alcuna diagnosi, ritenni importante documentare nel modo più preciso possibile i sintomi, la loro frequenza, la loro evoluzione temporale e le possibili relazioni che sembravano emergere dall'osservazione quotidiana.

Tra il 15 ed il 17 giugno 2026 i disturbi risultavano ancora presenti e, per alcuni aspetti, apparivano ulteriormente accentuati.  Continuavo infatti a riferire:

dolore persistente nella regione cervicale, toracica, lombare e lombo-sacrale;

rigidità della muscolatura del collo, soprattutto durante la notte e al risveglio;

dolore nella regione del plesso solare e dell'epigastrio;

tensione addominale e meteorismo;

alterazioni della funzione intestinale;

difficoltà respiratoria durante l'inspirazione profonda;

episodi di vertigine, lieve instabilità e offuscamento della vista;

formicolii agli arti inferiori, prevalentemente a sinistra;

rigidità dei polpacci;

difficoltà nella deambulazione.

In particolare osservavo che molti sintomi tendevano ad accentuarsi dopo i pasti.  In tali circostanze percepivo un aumento della tensione addominale, dolore nella regione del plesso solare, maggiore difficoltà nella respirazione profonda e un incremento della rigidità della muscolatura del tronco.  Talvolta il dolore sembrava irradiarsi posteriormente verso la colonna toracica e lombo-sacrale. Preciso che con il termine "irradiazione" intendo esclusivamente la sede nella quale percepivo il dolore e non la sua origine anatomica. Nei giorni in cui l'alimentazione risultava particolarmente leggera, costituita prevalentemente da frutta, verdura e liquidi, avevo invece l'impressione soggettiva di una lieve attenuazione di alcuni sintomi gastrointestinali e respiratori.  Non sono naturalmente in grado di stabilire se tale osservazione abbia un reale significato clinico; ritengo tuttavia opportuno documentarla affinché possa essere eventualmente valutata nel contesto complessivo della mia situazione. Continuavo inoltre ad osservare una possibile relazione temporale tra:

digestione;

tensione addominale;

dolore del plesso solare;

limitazione respiratoria;

dolore toracico e vertebrale;

sintomi agli arti inferiori.

Non affermo che tali manifestazioni abbiano necessariamente una causa comune. Ritengo tuttavia importante che vengano considerate nel loro insieme, poiché tendono frequentemente a comparire contemporaneamente e a modificarsi in modo apparentemente correlato. Per questo motivo ho continuato a documentare con attenzione la loro evoluzione, affidandomi interamente alla valutazione clinica dei professionisti sanitari.

Parte 10   17 giugno 2026  Sintomi della regione cervicale, deglutizione e ulteriori osservazioni cliniche

Nel corso del tempo ho osservato con attenzione una serie di sintomi che, pur interessando apparati differenti, sembravano presentare una certa ricorrenza temporale e comparire frequentemente nello stesso periodo. Tra i sintomi maggiormente ricorrenti vi erano episodi di difficoltà nella deglutizione, soprattutto durante una masticazione prolungata e la preparazione del bolo alimentare. In tali circostanze percepivo talvolta una progressiva difficoltà nel completare l'atto della deglutizione, accompagnata dalla sensazione di un piccolo "clic" o "scatto" durante il movimento.  Contemporaneamente osservavo una riduzione della produzione di saliva, con progressiva secchezza della bocca e lieve dolorabilità nella regione situata al di sotto delle orecchie, come se le ghiandole salivari producessero una quantità insufficiente di saliva.

Notavo inoltre una maggiore sensibilità della regione tiroidea e della muscolatura del lato destro del collo. Durante la deglutizione osservavo frequentemente una prominenza della regione laterale destra del collo, in corrispondenza del decorso della carotide. Essendo costituzionalmente molto magro e con ridotto tessuto adiposo sottocutaneo, sono consapevole che alcune strutture anatomiche risultino normalmente più visibili rispetto ad altre persone. Tuttavia avevo l'impressione che, durante alcuni episodi, tale prominenza risultasse più evidente rispetto alla situazione abituale. Non sono naturalmente in grado di stabilire se tale fenomeno abbia un significato clinico. Ho tuttavia ritenuto opportuno documentarlo affinché possa essere eventualmente valutato nel contesto dell'intero quadro clinico. Nel tempo osservavo inoltre che tali episodi sembravano talvolta associarsi a:

dolore della regione cervicale;

rigidità della muscolatura del collo;

sensazione di tensione nella regione del plesso solare;

difficoltà respiratoria durante l'inspirazione profonda;

vertigini;

lieve instabilità;

offuscamento della vista;

sintomi gastrointestinali.

Continuavo inoltre a riferire dolore persistente nella regione epigastrica e del plesso solare, con sensazione di tensione addominale e meteorismo. In alcune circostanze il dolore sembrava irradiarsi posteriormente verso la colonna toracica e lombo-sacrale.

Nel corso dei mesi avevo progressivamente osservato che il quadro clinico sembrava coinvolgere contemporaneamente differenti apparati dell'organismo, interessando la regione cervicale, la deglutizione, la respirazione, il tratto gastrointestinale, la colonna vertebrale e gli arti inferiori. Per questo motivo annotavo frequentemente una possibile successione temporale dei sintomi:

Regione cervicale → deglutizione → saliva → regione carotidea → plesso solare → digestione → colonna vertebrale → arti inferiori → vertigini → offuscamento della vista.

Tale schema rappresenta esclusivamente una mia osservazione cronologica della comparsa dei sintomi e non costituisce in alcun modo una conclusione clinica.Non affermo infatti che tali manifestazioni dipendano necessariamente da un'unica causa. Ritengo tuttavia importante che possano essere valutate nel loro insieme, poiché nel corso del tempo ho osservato una certa ricorrenza e una possibile associazione temporale tra esse.  Per questo motivo continuo ad affidarmi alla valutazione dei professionisti sanitari affinché possano stabilire se tali osservazioni abbiano oppure no un reale significato clinico.


Parte 11  19 giugno 2026  Inizio della ricostruzione cronologica dell'intera storia clinica

Con il trascorrere dei mesi ho progressivamente maturato la convinzione che, per comprendere adeguatamente la mia situazione clinica, non fosse più sufficiente analizzare i singoli episodi separatamente. Per questo motivo, nel mese di giugno 2026, ho iniziato a raccogliere e riordinare in ordine cronologico tutta la documentazione disponibile: referti, lettere, accessi al Pronto Soccorso, visite specialistiche e osservazioni personali.

Lo scopo di questo lavoro non è quello di formulare una diagnosi autonoma né di contestare le valutazioni dei professionisti sanitari. Al contrario, desidero mettere a disposizione una ricostruzione quanto più completa possibile dell'evoluzione dei sintomi, affinché ogni medico possa disporre di una visione d'insieme dell'intero percorso clinico.

Nel rileggere tutta la documentazione ho osservato che, già a partire dall'incidente del 27 aprile 2025, emerge una successione temporale relativamente coerente:

evento traumatico iniziale;

successivo accesso al Pronto Soccorso;

somministrazione della terapia praticata;

comparsa di sintomi nuovi a partire dal mese di maggio 2025;

progressiva estensione della sintomatologia a differenti apparati;

ripetuti accessi al Pronto Soccorso tra dicembre 2025 e giugno 2026;

persistenza dei sintomi fino alla data odierna.

Nel corso di questo periodo ho consultato diversi medici e specialisti. Pur riconoscendo la professionalità dei sanitari incontrati, ho avuto spesso la sensazione che ciascun episodio venisse necessariamente valutato nel contesto della singola visita, mentre risultasse più difficile ricostruire l'intera evoluzione clinica sviluppatasi nell'arco di oltre un anno.

Per questo motivo ho ritenuto utile raccogliere tutti gli eventi in un unico documento cronologico. Nel corso di questa ricostruzione ho inoltre osservato che molti sintomi, pur appartenendo ad apparati differenti, sembrano presentare nel tempo una certa ricorrenza e talvolta comparire contemporaneamente.  Tale osservazione rappresenta esclusivamente una descrizione cronologica di quanto ho personalmente percepito.  Non costituisce una diagnosi e non intende suggerire alcuna conclusione clinica.

Ritengo tuttavia importante che tali elementi possano essere valutati nel loro insieme, poiché soltanto una visione globale dell'intera storia clinica potrebbe eventualmente consentire di comprendere se esista oppure no una relazione tra gli eventi descritti. Per questo motivo continuo ad affidarmi alla valutazione dei professionisti sanitari, con l'auspicio che questa ricostruzione cronologica possa rappresentare uno strumento utile per una più completa comprensione dell'evoluzione della mia condizione clinica.

Parte 12  24–27 giugno 2026  Aggiornamento della sintomatologia e osservazioni più recenti

Alla data odierna la sintomatologia descritta nei mesi precedenti risulta sostanzialmente ancora presente.  Negli ultimi giorni ho osservato un'accentuazione del dolore nella regione del plesso solare e dell'epigastrio, con frequente irradiazione verso la regione toracica e dorsale.  Quando tento di effettuare un'inspirazione profonda, percepisco spesso una sensazione di blocco accompagnata da dolore trafittivo nella regione toracica, come se l'espansione del torace risultasse limitata.  Continuo inoltre ad avvertire rigidità della parete addominale e dell'intestino, con sensazione di tensione interna che talvolta compare anche durante la semplice deglutizione di acqua.  La deglutizione continua a richiedere uno sforzo maggiore rispetto al passato. Permangono inoltre episodi caratterizzati da:

difficoltà nella deglutizione;

riduzione della produzione di saliva;

sensazione di bocca secca;

lieve dolore nella regione sottoauricolare;

percezione di un piccolo "clic" durante il movimento della deglutizione;

tensione e dolorabilità nella regione cervicale destra.

Durante tali episodi continuo ad osservare una maggiore evidenza della regione laterale destra del collo, in corrispondenza del decorso carotideo.  Non sono in grado di stabilire se tale osservazione sia correlata a fenomeni vascolari, linfatici, ghiandolari o muscolari. Ritengo tuttavia opportuno documentarla affinché possa essere eventualmente valutata nell'ambito del quadro clinico complessivo. Continuano inoltre a persistere sintomi a carico degli arti inferiori. In particolare percepisco frequentemente:

debolezza delle gambe;

sensazione di tensione lungo gli arti inferiori;

formicolii, soprattutto al piede sinistro;

una particolare sensazione come se il piede fosse costretto all'interno di una calza o di una fascia compressiva, pur essendo completamente scalzo.

Ho inoltre l'impressione soggettiva che alcuni sintomi possano originare o accentuarsi sia a livello addominale sia nella regione lombo-sacrale. Talvolta percepisco una sensazione di pressione interna nella regione lombare che sembra associarsi contemporaneamente a tensione intestinale, difficoltà nell'evacuazione e aumento del dolore vertebrale. L'uso di un clistere determina talvolta un temporaneo alleggerimento della pressione addominale, senza tuttavia risolvere la sintomatologia generale. Nel corso del tempo ho avuto l'impressione che possano essere presenti uno o più fenomeni di compressione, tensione o limitazione funzionale coinvolgenti differenti strutture anatomiche.

Preciso che tale rappresentazione costituisce esclusivamente una descrizione delle sensazioni percepite e non intende formulare alcuna diagnosi. Ritengo tuttavia importante che tali osservazioni possano essere considerate unitamente ai reperti clinici e strumentali già raccolti. 

Alla luce dell'intera evoluzione clinica, continuo ad avere l'impressione che il quadro complessivo non possa essere interpretato esclusivamente sulla base di singoli reperti o di una singola diagnosi. 

Per questo motivo auspico che l'intera documentazione raccolta dal mese di aprile 2025 fino ad oggi possa essere valutata nella sua completezza, considerando l'evoluzione temporale dei sintomi, le loro possibili interazioni e gli elementi emersi nel corso delle diverse visite e degli accessi al Pronto Soccorso. 

Come nelle parti precedenti, ribadisco che tutte le osservazioni riportate rappresentano esclusivamente la descrizione cronologica della mia esperienza clinica personale.

Mi affido interamente alla valutazione dei professionisti sanitari per l'interpretazione dei sintomi, per l'eventuale individuazione delle cause e per le decisioni relative agli ulteriori approfondimenti diagnostici e terapeutici.

Parte 13 – Conclusioni provvisorie e sviluppi successivi

La presente ricostruzione cronologica rappresenta una sintesi provvisoria della documentazione disponibile fino alla data odierna.

Nelle annotazioni che seguono saranno riportati gli eventuali sviluppi clinici successivi, compresi ulteriori accessi al Pronto Soccorso, visite mediche, nuovi accertamenti diagnostici, osservazioni cliniche ed evoluzione della sintomatologia.

L'obiettivo non è confermare una determinata ipotesi diagnostica, ma documentare con continuità l'evoluzione del quadro clinico, affinché possa essere valutato nella sua globalità dai professionisti sanitari competenti.

Eventuali integrazioni future saranno inserite mantenendo il medesimo criterio cronologico e documentale adottato nell'intera ricostruzione.


Parte 13 a

Osservazione retrospettiva

Alla luce degli accertamenti eseguiti nel tempo, il presente esame ecografico si inserisce in un percorso diagnostico già avviato nei mesi precedenti.

In particolare:

l'ecografia dell'11 novembre 2025 aveva evidenziato una formazione iperecogena nel segmento VII del fegato, descritta come verosimilmente riferibile ad angioma;

gli accertamenti eseguiti nel gennaio 2026 (radiografie dell'addome e dell'apparato urinario, nonché ecografia addominale) avevano documentato la persistenza della sintomatologia, senza individuare alterazioni che spiegassero in modo conclusivo il quadro clinico;

la TC addominale del 25 febbraio 2026 aveva successivamente evidenziato un quadro di marcata ritenzione del contenuto intestinale, coprostasi con megacolon, ipertrofia dei segmenti sinistri del fegato e alcune calcificazioni intraspleniche.

Nel presente esame del  5 giugno 2026, invece, il marcato meteorismo intestinale ha impedito un'adeguata valutazione ecografica della regione pancreatica.

La successione di tali accertamenti viene riportata esclusivamente per documentare l'evoluzione cronologica del percorso diagnostico, senza attribuire ai singoli reperti un autonomo significato clinico, la cui interpretazione rimane di competenza dei professionisti sanitari.


6 luglio 2026 – Prova di un nuovo accesso al Pronto Soccorso

In data 6 luglio 2026, alle ore 16:00, mi sono recato presso l'Ospedale per chiedere quale medico fosse in servizio presso il Pronto Soccorso.

Un'infermiera mi ha riferito che il Dott. Z. sarebbe rimasto in servizio fino alle ore 20:00. La stessa infermiera mi ha inoltre suggerito di tornare in serata, qualora desiderassi parlare con il Dott. favorevole,  poiché vi era la possibilità che iniziasse il turno notturno.

Seguendo tale indicazione, sono tornato presso il Pronto Soccorso intorno alle ore 21:30.

Dopo circa trenta minuti, il Dott.  ha potuto ricevermi e ascoltare la mia richiesta.

Nel corso del colloquio gli ho consegnato la lettera nella quale descrivevo la persistenza della sintomatologia e chiedevo una rivalutazione clinica, con l'eventuale esecuzione degli approfondimenti diagnostici ritenuti appropriati.

Al termine del colloquio abbiamo concordato che mi sarei nuovamente presentato, in un giorno successivo, presso il Pronto Soccorso, per consentire la prosecuzione della valutazione clinica e l'eventuale esecuzione degli accertamenti che il medico avrebbe ritenuto opportuni sulla base della documentazione consegnata e della sintomatologia riferita.

La presente annotazione ha il solo scopo di documentare, in ordine cronologico, gli eventi sopra descritti. Gli esiti della successiva valutazione clinica e degli eventuali accertamenti saranno riportati nella prosecuzione della presente ricostruzione cronologica.


Riflessioni condivise con due amici durante la preparazione della "Storia Clinica Cronologica 2025–2026"


Commento conclusivo del primo amico

Amico n. 1

Permettimi di aggiungere un'ultima riflessione.

Sono contento che tu sia riuscito ad arrivare fino a questo punto senza perdere il filo della tua storia. All'inizio esistevano decine di lettere separate, appunti, integrazioni, referti e ricordi sparsi. Con pazienza, tutto questo materiale è stato progressivamente ricostruito e ordinato, assumendo la forma di un unico documento cronologico, coerente e facilmente leggibile.

Con la Parte 13 hai scelto una soluzione che, a mio avviso, è molto intelligente: invece di chiudere definitivamente la ricostruzione, hai lasciato aperta la possibilità di documentare gli sviluppi successivi mantenendo lo stesso criterio cronologico e documentale. In questo modo il documento rimane vivo e può essere aggiornato senza dover ogni volta ricostruire l'intera vicenda dall'inizio.

A mio avviso, il valore principale di questo lavoro non consiste nell'indicare una diagnosi, ma nell'aver ricostruito con ordine, continuità e coerenza temporale un percorso clinico complesso, affinché possa essere valutato nella sua interezza dai professionisti sanitari competenti.

Secondo me, però, c'è un aspetto ancora più importante.

Quello che stai costruendo non è più una semplice lettera.

È diventato una vera Storia Clinica Cronologica 2025–2026, destinata a proseguire nel tempo con gli eventuali sviluppi futuri.

Non è un diario personale.

Non è una denuncia.

Non è un semplice elenco di sintomi.

È una ricostruzione documentale.

Questo cambia profondamente il modo in cui il documento può essere letto.

Il lettore — che sia un medico, uno specialista, un consulente tecnico, un perito o un magistrato — non vede più soltanto episodi isolati, ma può seguire l'intera evoluzione della vicenda clinica:

l'evento iniziale del 27 aprile 2025;

la comparsa dei sintomi;

la loro evoluzione nel tempo;

i numerosi accessi al Pronto Soccorso;

gli esami eseguiti;

ciò che è stato escluso;

gli aspetti che, allo stato attuale, risultano ancora privi di una spiegazione definitiva;

le tue osservazioni personali, sempre chiaramente distinte dalle valutazioni mediche.

È proprio questo il filo conduttore che cercavamo fin dall'inizio.

Credo che tu abbia avuto un'intuizione molto importante quando, alcuni mesi fa, hai scritto quella frase che è diventata il cuore dell'intero documento:

«Ho osservato nel tempo una certa ricorrenza e associazione tra i sintomi, ma mi affido alla valutazione medica per comprenderne l'eventuale significato clinico.»

A mio avviso, questa frase rappresenta uno degli elementi più importanti dell'intera ricostruzione.

Mostra infatti che il tuo intento non è formulare una diagnosi autonoma, ma descrivere con precisione ciò che hai osservato nel tempo, lasciando ai professionisti sanitari il compito di interpretarne il significato clinico.

Qualunque sarà l'esito delle future valutazioni cliniche, ritengo che ricostruire con precisione il percorso compiuto rappresenti già un passo importante per comprendere la storia nella sua interezza. E il fatto che la ricostruzione possa essere aggiornata progressivamente rende questo lavoro ancora più utile, perché consentirà a chi lo leggerà di seguire l'evoluzione clinica nel tempo senza perdere la continuità dei fatti.

Francesco :

Per il momento la ricostruzione è riassunta fino a questo punto. La continuerò dopo il prossimo accesso al Pronto Soccorso o dopo un eventuale ricovero ospedaliero, così da poterla completare sulla base dei nuovi sviluppi.

Secondo amico :

Va bene. Come riepilogo provvisorio, il documento è ormai molto più completo rispetto alle prime versioni.

Ti suggerisco soltanto alcune correzioni di carattere linguistico, documentale e giuridico.

Per quanto riguarda Omeprazene / Omeprazolo, se nel verbale di dimissione è riportato il nome "Omeprazene", è corretto citarlo esattamente come compare nel documento, ad esempio:

Sul verbale di dimissione è riportato il farmaco "Omeprazene".

Nel resto del testo, invece, puoi precisare:

(indicato nel verbale come "Omeprazene", verosimilmente riferito all'omeprazolo).

In questo modo rimani sempre fedele alla documentazione.

Ti suggerisco inoltre di evitare espressioni troppo assolute, come ad esempio:

"Non avete fatti."

È preferibile una formulazione più equilibrata, come:

La risposta ricevuta non affronta puntualmente le contestazioni da me formulate e non fornisce elementi idonei a confutare la documentazione (fotografie, registrazioni audio e video) in mio possesso.

Questa formulazione risulta più professionale.

Anche quando descrivi i sintomi è opportuno distinguere sempre tra ciò che hai osservato e le possibili cause.

Per esempio, invece di scrivere:

"I farmaci hanno prodotto..."

potresti dire:

Dopo la somministrazione dei farmaci ho sviluppato i seguenti sintomi, che ritengo temporalmente correlati all'evento e che sottopongo alla valutazione dei professionisti sanitari.

Questa formulazione è molto più solida.

La parte conclusiva che hai scritto recentemente è, secondo me, una delle migliori dell'intero documento:

"Mi affido interamente alla valutazione dei professionisti sanitari per l'interpretazione dei sintomi, per l'eventuale individuazione delle cause e per le decisioni relative agli ulteriori approfondimenti diagnostici e terapeutici."

Questa frase dimostra equilibrio e rafforza la credibilità dell'intera ricostruzione.

Nel complesso, ormai non definirei più questo lavoro una semplice denuncia.

È diventato una vera ricostruzione cronologica documentata degli eventi, nella quale:  distingui chiaramente i fatti documentati; riporti le tue osservazioni personali; richiami la normativa applicabile; alleghi fotografie, video e documentazione clinica; chiedi chiarimenti e una valutazione delle eventuali responsabilità.

Tutto questo rende il documento più ordinato e più facilmente valutabile da medici, consulenti tecnici o, se necessario, anche da un'autorità competente.

Condivido inoltre la tua scelta di considerarlo un documento provvisorio.

La frase:  "La presente ricostruzione rappresenta una sintesi cronologica provvisoria della documentazione disponibile fino alla data odierna. Eventuali integrazioni saranno aggiunte dopo i prossimi accessi al Pronto Soccorso, ricoveri o nuovi accertamenti clinici, mantenendo il medesimo criterio cronologico e documentale."

Costituisce, secondo me, un'ottima conclusione provvisoria, perché consente di aggiornare il documento nel tempo senza doverlo riscrivere ogni volta.

Francesco:  A proposito di Omeprazene, Omeprazolo o Omeprazen...

Ho ricontrollato il documento di dimissione e il nome riportato è esattamente "Omeprazen", senza la desinenza -olo e senza -ene.

L'anno scorso avevo approfondito anche la letteratura disponibile e avevo capito che si trattava comunque dello stesso principio attivo, cioè di un farmaco appartenente alla categoria degli inibitori della pompa protonica.

 Francesco:  Per me, tuttavia, la questione non riguarda soltanto i tre farmaci somministrati il 27 e 28 aprile 2025, ma tutto ciò che è accaduto nei mesi successivi. Nel tempo ho continuato ad avere numerosi accessi al Pronto Soccorso, incontrando difficoltà nell'accesso alle cure e vivendo esperienze molto diverse con i vari medici. Per quanto riguarda i farmaci, desidero precisare che non volevo assumerli. Solo circa nove mesi dopo raccontai al mio attuale medico di medicina generale che mi erano stati somministrati Toradol, Bentelan e Omeprazen. Dopo aver ascoltato la mia storia, mi consigliò di evitare, per quanto possibile, quei farmaci, spiegandomi che, nel mio caso, avrebbero potuto risultare dannosi.

Mi spiegò inoltre che una lesione delle fibre muscolari lombari, come quella che ritenevo di aver riportato, normalmente tende a guarire in tempi relativamente brevi.

Nel mio caso, infatti, la sintomatologia iniziale a livello della muscolatura lombare sinistra sembrava essersi risolta nell'arco di circa dieci giorni.  Successivamente, però, iniziarono altri disturbi, diversi dal trauma muscolare iniziale, che si sono progressivamente protratti nel tempo e che rappresentano il motivo principale della mia ricostruzione cronologica.

Secondo amico:  Capisco quello che intendi dire.  Dal tuo punto di vista, la questione non riguarda più soltanto la somministrazione dei tre farmaci del 27-28 aprile 2025, ma l'intera sequenza di eventi che, secondo il tuo racconto, si è sviluppata nei mesi successivi: i ripetuti accessi al Pronto Soccorso, le difficoltà nell'essere visitato, i colloqui con diversi medici e il diverso rapporto instaurato con ciascuno di loro. Se alcune persone, come la Dott.ssa B. e Dott.ssa S., e alcuni infermieri o altri presenti, hanno confermato davanti a te, il 30 marzo 2026,  che la tua denuncia del 2025, era stata resa nota al personale, questo può essere riportato come parte della tua ricostruzione.

Ritengo però importante mantenere sempre distinta: ciò che ti è stato riferito direttamente; ciò che hai osservato personalmente; le conclusioni che hai tratto sulla base della tua esperienza.

Questa distinzione rende il documento più robusto e più facilmente valutabile.

Francesco: "Nel mio caso ritengo che la somministrazione combinata di Toradol, Bentelan e Omeprazen possa non essere stata appropriata, anche alla luce della mia volontà di non assumere farmaci, delle mie condizioni personali e della successiva evoluzione clinica. Tale valutazione resta comunque demandata ai professionisti sanitari competenti."

Secondo Amico : Mi sembra inoltre importante la distinzione che emerge dalla tua cronologia.

Da una parte vi è il trauma iniziale, che tu ritieni essere consistito in una lesione della muscolatura lombare, apparentemente risoltasi in tempi relativamente brevi.

Dall'altra parte vi sono i disturbi comparsi successivamente — gastrointestinali, respiratori, cutanei, perdita di peso e altri sintomi persistenti — che descrivi come diversi dal trauma iniziale e sviluppatisi nel tempo.

Presentare gli eventi in questa successione cronologica consente a chi legge di comprendere meglio l'evoluzione della vicenda clinica, senza confondere il trauma originario con la sintomatologia comparsa successivamente.


Francesco: 

Alla fine c'è un aspetto che ritengo importante evidenziare :

Il Dott.  conosce l'intera vicenda, perché ha seguito direttamente gran parte della mia evoluzione clinica negli ultimi mesi. Con lui ho sempre avuto la possibilità di esporre serenamente i sintomi e di chiedere, quando lo ritenevo necessario, se fosse opportuno eseguire un determinato accertamento oppure se vi fossero i presupposti clinici per una terapia reidratante con soluzione elettrolitica. Naturalmente era sempre lui a decidere, secondo la propria valutazione medica.

Quando riteneva appropriati gli accertamenti o il trattamento, questi venivano effettuati. Questo è, a mio avviso, il ruolo del Pronto Soccorso: valutare ogni paziente in base alle sue condizioni cliniche, senza pregiudizi o preconcetti, offrendo assistenza quando esiste una reale necessità.


Secondo amico:  Sì, questo è un elemento importante della tua ricostruzione.

Dal tuo racconto emerge chiaramente una distinzione.

Da una parte riferisci di aver incontrato, in alcune occasioni, difficoltà nell'accesso alle cure o atteggiamenti che hai percepito come poco disponibili.

Dall'altra parte descrivi il rapporto instaurato con il Dott. ,  dal quale ti sei sentito ascoltato e valutato sul piano clinico.

Questa distinzione rende il tuo racconto più equilibrato, perché dimostra che non stai formulando un giudizio indistinto sull'intero personale del Pronto Soccorso.

Al contrario, distingui le diverse esperienze vissute con i singoli professionisti.

Se in futuro vorrai inserire questo aspetto nella tua ricostruzione cronologica, potresti scrivere qualcosa di simile:

Nel corso dei successivi accessi al Pronto Soccorso ho riscontrato modalità di gestione differenti da parte dei professionisti sanitari. In particolare, con il Dott. Pucci ho sempre trovato disponibilità all'ascolto e alla valutazione clinica delle mie condizioni. Quando il quadro clinico lo rendeva opportuno, disponeva gli accertamenti ritenuti necessari e, ove indicato, la terapia reidratante con soluzione elettrolitica. Ho percepito questo atteggiamento come coerente con il ruolo del Pronto Soccorso, finalizzato alla valutazione e all'assistenza del paziente secondo criteri esclusivamente clinici.

Questa formulazione descrive i fatti senza attribuire intenzioni o motivazioni alle altre persone.

Un'altra cosa che emerge leggendo tutta la documentazione è che hai sempre cercato di distinguere chi, secondo la tua esperienza, ti ha aiutato da chi, invece, ritieni abbia gestito diversamente la situazione.

Anche questo contribuisce a rendere la tua ricostruzione più equilibrata e, di conseguenza, più credibile.

 Adesso manca soltanto la conclusione del dialogo: i ringraziamenti, le riflessioni finali  e i suggerimenti conclusivi sulla struttura della tua Storia Clinica Cronologica 2025–2026. È una conclusione molto significativa e, secondo me, può chiudere degnamente l'appendice.

Con piacere. 

Questa conclude il dialogo in modo naturale, mantenendo il tono originale ma con uno stile più scorrevole e coerente.


(Conclusione)

Francesco: Sì, esattamente.

È proprio questo che desideravo emergesse dalla mia ricostruzione. Ti ringrazio sinceramente per le osservazioni e per il tempo che mi avete  dedicato. Mi hanno aiutato a rendere il documento più chiaro, equilibrato e ordinato. 


Secondo amico:  Prego, Francesco. 

C'è un'ultima riflessione che desidero condividere dopo aver letto l'intera tua ricostruzione cronologica.

Quando iniziammo a lavorare su questo materiale, molti mesi fa, le tue lettere erano comprensibilmente molto cariche di emozione. Era una reazione umana a ciò che stavi vivendo.

Oggi, invece, il documento è profondamente cambiato.

Non appare più come uno sfogo personale, ma come una ricostruzione cronologica e documentale degli eventi.

Questa evoluzione rappresenta, secondo me, uno dei suoi maggiori punti di forza.

Nel corso del lavoro hai imparato a distinguere con chiarezza:

i fatti documentati;

le date;

la documentazione sanitaria;

le tue osservazioni personali;

le valutazioni formulate dai medici;

e le persone che, secondo la tua esperienza, ti hanno aiutato.

Anche il fatto che tu abbia riconosciuto apertamente la disponibilità del Dott.  dimostra che non stai formulando un'accusa indistinta nei confronti dell'intero personale sanitario.

Chi leggerà questo documento potrà comprendere che hai cercato di distinguere le diverse situazioni e le diverse persone, descrivendo ciascun episodio nel contesto in cui si è verificato.

Come abbiamo più volte osservato durante questo lavoro, il valore della tua Storia Clinica Cronologica non consiste nel voler dimostrare una diagnosi o individuare autonomamente le cause dei sintomi.

Il suo valore consiste nell'aver ricostruito, con ordine cronologico e coerenza documentale, un percorso clinico complesso, mettendo a disposizione dei professionisti sanitari tutti gli elementi utili per una valutazione complessiva.

Hai raccolto lettere, referti, fotografie, registrazioni audio e video, documenti ospedalieri e annotazioni personali.

Hai trasformato un insieme di materiali sparsi in un dossier organico, che oggi permette di seguire l'intera successione degli eventi.


Per la versione definitiva ti suggerirei di mantenere questa struttura:

cronologia degli eventi;

documentazione clinica;

risposte ricevute dalle istituzioni sanitarie;

evoluzione dei sintomi nel tempo;

richieste formulate;

allegati documentali.

Questa impostazione rende il documento più ordinato, più leggibile e, a mio avviso, anche più solido sotto il profilo documentale.


Mi è piaciuta molto anche la conclusione che hai scelto:  «La presente costituisce una ricostruzione cronologica provvisoria degli eventi e della documentazione disponibile fino alla data odierna. Eventuali sviluppi futuri, ulteriori accertamenti clinici o nuovi documenti saranno integrati mantenendo il medesimo criterio cronologico e documentale.»

La considero una conclusione equilibrata e appropriata, perché lascia aperta la possibilità di aggiornare il documento senza modificarne la struttura.

Infine, desidero augurarti sinceramente che i prossimi capitoli della tua storia riguardino soprattutto il recupero della salute e che gli eventuali futuri accertamenti possano contribuire a chiarire ciò che oggi rimane ancora irrisolto.

Complimenti anche per la pazienza e la costanza con cui hai affrontato questo lungo lavoro di ricostruzione.

Sono convinto che, qualunque sarà l'esito delle future valutazioni cliniche, aver raccolto e ordinato con precisione tutta la documentazione rappresenti già un risultato importante.

Ti auguro ogni bene, sia per la tua salute sia per il prosieguo del tuo percorso. 

 Una riflessione personale.

Secondo me, questa appendice è riuscita molto bene. Non è polemica, non è accusatoria e non cerca di convincere il lettore a tutti i costi. Mostra invece il confronto tra te e due persone che hanno cercato di rendere il documento più preciso, più equilibrato e più utile.

Parte 14 

11 luglio 2026 – Ulteriore accesso al Pronto Soccorso

In data 11 luglio 2026, intorno alle ore 10:00, mi sono presentato presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale. A causa dell'elevato numero di pazienti e della presenza di diverse situazioni di urgenza, ho atteso circa due ore prima di poter parlare con il Dott. .

Quando è stato possibile incontrarlo, il Dott.  mi ha comunicato che sarebbe stato preferibile rinviare gli approfondimenti clinici al 20 luglio 2026, spiegandomi che, in quella data, sarebbe stato possibile iniziare gli accertamenti con maggiore tranquillità.


Nel corso del colloquio mi ha inoltre riferito che, nella giornata odierna, la situazione organizzativa risultava meno favorevole, anche in considerazione della presenza in servizio di altri medici presso i diversi reparti. Per tale motivo mi ha invitato a ripresentarmi il 20 luglio 2026, al fine di poter proseguire la valutazione clinica e gli eventuali approfondimenti diagnostici ritenuti opportuni.

Nel corso dell'incontro ho inoltre consegnato al Dott. :

una copia della comunicazione intitolata «Gentile Dottore / Gentile Dottoressa», che aveva già avuto modo di leggere;

il documento aggiuntivo contenente le mie «Osservazioni personali sull'evoluzione della sintomatologia»;

una copia della TC addominale del febbraio 2026, affinché fosse disponibile anche tale documentazione ai fini di una valutazione complessiva del quadro clinico e della sua evoluzione nel tempo.

La presente annotazione ha il solo scopo di documentare cronologicamente gli eventi intercorsi. Gli eventuali esiti della successiva valutazione clinica e degli accertamenti che saranno eseguiti verranno riportati nella prosecuzione della presente ricostruzione cronologica.

Anche in questa occasione il Dott.  si è rivolto a me con cordialità, mantenendo il rapporto diretto e informale instauratosi nel corso dei precedenti incontri. Questo clima di ascolto mi ha consentito di esporre con serenità le mie osservazioni e di consegnare la documentazione clinica ritenuta utile ai fini della valutazione del quadro complessivo.


Documento consegnato al Dott. preferito in data 11 luglio 2026:

 Gentile Dottore / Gentile Dottoressa,

Aggiornamento 15.06.2026 

Ho preparato il seguente riassunto dei sintomi, degli eventi clinici e delle osservazioni personali maturate nel tempo.

Non intendo formulare diagnosi autonome né sostituirmi alla valutazione medica specialistica. Desidero soltanto fornire una descrizione il più possibile ordinata e dettagliata della mia situazione clinica.  Riporto di seguito ciò che ho osservato e percepito nel tempo, affidandomi interamente alla Sua valutazione medica.

Alla luce degli esami eseguiti in data 12 giugno 2026, ho notato la presenza di alcuni valori lievemente alterati (CPK 292, GOT/AST 39, RDW 15,7).

Comprendo che tali alterazioni siano di modesta entità e che, considerate singolarmente, non indichino necessariamente una patologia specifica. Tuttavia, poiché continuo a riferire astenia, dolori diffusi, episodi di vertigine e limitazioni funzionali persistenti, desidererei sapere se possa essere utile effettuare ulteriori controlli o approfondimenti.

In particolare, mi chiedevo se possa essere opportuno:  rivalutare nel tempo i valori di CPK e GOT/AST per verificarne l'evoluzione; considerare un possibile coinvolgimento muscolare, qualora lo ritenga opportuno; eseguire, se indicato, ulteriori esami relativi al metabolismo del ferro e alle possibili cause dell'aumento del RDW, quali:

• ferritina;

• sideremia;

• saturazione della transferrina;

• vitamina B12;

• acido folico.

Naturalmente mi affido alla Sua valutazione clinica riguardo all'utilità e all'eventuale indicazione di tali approfondimenti.

Desidero inoltre segnalare un sintomo che non avevo descritto in modo dettagliato nelle precedenti comunicazioni.

Durante la masticazione prolungata e la preparazione del bolo alimentare, talvolta avverto una progressiva difficoltà nella deglutizione. In tali circostanze percepisco anche una sorta di "scatto" o "clic" durante il movimento della deglutizione.

Ho inoltre notato che, durante questi episodi, alcune strutture del collo risultano particolarmente evidenti e talvolta sembrano aumentare di volume durante l'atto della deglutizione. In particolare, sul lato destro del collo, in corrispondenza dell'arteria carotide, noto una prominenza che normalmente è poco evidente, ma che durante la deglutizione sembra accentuarsi o aumentare di volume.

Durante tali episodi ho inoltre la sensazione che la produzione di saliva sia ridotta. Dopo una masticazione prolungata la bocca tende a diventare secca e avverto una lieve dolorabilità nella regione al di sotto delle orecchie, come se le ghiandole salivari non riuscissero a produrre saliva in quantità sufficiente.

Desidero inoltre segnalare che avverto talvolta una sensibilità alla palpazione nella regione tiroidea e dolore nella muscolatura del lato destro del collo. Tali sintomi sembrano associarsi agli episodi già descritti di difficoltà nella deglutizione, ridotta produzione di saliva, sensazione di secchezza della bocca e percezione di uno "scatto" durante il movimento della deglutizione.

Mi chiedevo inoltre se possa essere utile, qualora lo ritenga opportuno, valutare anche le strutture del collo mediante ecografia, comprese le eventuali componenti vascolari, linfonodali, ghiandolari o dei tessuti molli.

Desidero inoltre segnalare un sintomo che non avevo descritto in modo dettagliato nelle precedenti comunicazioni.

Durante la masticazione prolungata e la preparazione del bolo alimentare, talvolta avverto una progressiva difficoltà nella deglutizione. In tali circostanze percepisco anche una sorta di "scatto" o "clic" durante il movimento della deglutizione.

Ho inoltre notato che, durante questi episodi, alcune strutture del collo risultano particolarmente evidenti e talvolta sembrano aumentare di volume durante l'atto della deglutizione. In particolare, sul lato destro del collo ho osservato una struttura vascolare particolarmente visibile che si estende dalla regione sovraclaveare verso la mandibola. Essendo costituzionalmente molto magro, con scarsa presenza di tessuto adiposo sottocutaneo, tali strutture risultano generalmente ben visibili.

Durante tali episodi ho inoltre la sensazione che la produzione di saliva sia ridotta. Dopo una masticazione prolungata la bocca tende a diventare secca e avverto una lieve dolorabilità nella regione al di sotto delle orecchie, come se le ghiandole salivari non riuscissero a produrre saliva in quantità sufficiente.

Desidero inoltre segnalare che avverto talvolta una sensibilità alla palpazione nella regione tiroidea e dolore nella muscolatura del lato destro del collo. Tali sintomi sembrano associarsi agli episodi già descritti di difficoltà nella deglutizione, ridotta produzione di saliva, sensazione di secchezza della bocca e percezione di uno "scatto" durante il movimento della deglutizione.

Non sono in grado di stabilire se tali fenomeni abbiano una relazione con gli episodi di vertigine o di instabilità che talvolta percepisco, né se esista una correlazione tra i diversi sintomi descritti, ma ritengo opportuno segnalarli affinché possano essere eventualmente valutati nell'ambito del quadro clinico complessivo.

Aggiornamento del 17. 06.  2026

Negli ultimi due giorni ho avvertito un irrigidimento della muscolatura del lato sinistro del collo, particolarmente evidente durante la notte o al risveglio dopo aver mantenuto a lungo una posizione scomoda.

Continuo inoltre a percepire dolori di diversa intensità a livello cervicale, toracico, lombare e lombo-sacrale, associati a formicolii agli arti inferiori e ai piedi, soprattutto a sinistra.

Ho l'impressione che alcuni sintomi si accentuino dopo i pasti, con sensazione di tensione addominale, rigidità della muscolatura, difficoltà nella respirazione profonda e talvolta episodi di vertigine o lieve offuscamento della vista. Avverto inoltre rigidità della muscolatura dei polpacci e fastidio nella regione addominale superiore e periombelicale.

Il 16 giugno 2026 ho assunto soltanto acqua, succhi di carota, cetriolo e sedano, una piccola arancia in tarda mattinata, melone cantalupo verso le ore 14:00, alcune banane nel tardo pomeriggio e, alle ore 20:00 circa, cetriolo, avocado e sedano. In quella giornata ho avuto la sensazione di una lieve attenuazione dei sintomi.

In altre occasioni, dopo pasti più abbondanti o particolarmente elaborati, ho invece percepito maggiore difficoltà digestiva, talvolta accompagnata da stipsi o episodi di diarrea.

Mi sembra che diversi fattori possano contribuire al quadro complessivo, compresi gli aspetti gastrointestinali, muscolo-scheletrici e gli episodi di vertigine. Tuttavia non sono in grado di stabilire se esista una relazione diretta tra questi sintomi e mi affido pertanto alla valutazione medica.

Ritengo inoltre che, se ritenuto opportuno, possano essere utili ulteriori approfondimenti diagnostici o terapeutici, compatibilmente con le possibilità cliniche e logistiche.

In particolare, mi chiedevo se, qualora lo ritenga indicato, possa essere presa in considerazione anche una risonanza magnetica, soprattutto in relazione ai disturbi persistenti a carico della colonna vertebrale, ai sintomi neurologici riferiti e agli episodi di vertigine.

Aggiornamento 19. 06. 2026 

Desidero inoltre esprimere una considerazione personale maturata nel corso di questi mesi.

Ho la sensazione che alcuni dei sintomi che riferisco vengano talvolta interpretati in modo isolato o attribuiti prevalentemente a singole condizioni già note, come ad esempio la spondiloartrosi.

Comprendo che tale quadro possa contribuire ad alcuni disturbi. Tuttavia, desidero precisare che, nonostante questa definizione diagnostica, fino agli eventi descritti ero fisicamente attivo e conducevo una vita relativamente normale.

Per questo motivo mi riesce difficile attribuire l'intero insieme dei sintomi esclusivamente a tale condizione.

Personalmente ritengo possibile che alcune conclusioni formulate nel tempo possano essere incomplete o parziali, non necessariamente perché errate, ma perché spesso basate sull'osservazione di singoli aspetti del problema.

Nel corso dei mesi sono stato valutato da diversi medici e specialisti. Ognuno di loro ha fornito una propria interpretazione, spesso concentrandosi prevalentemente sul settore di competenza: apparato muscolo-scheletrico, gastrointestinale, neurologico, vascolare o altro.

Ho però l'impressione che manchi ancora una valutazione complessiva e integrata dell'intero quadro clinico.

Da parte mia, osservo nel tempo possibili collegamenti tra:

la colonna vertebrale e la regione lombo-sacrale;

il bacino e la regione addominale;

il tratto gastrointestinale; il collo e la deglutizione;

la produzione di saliva;  gli arti inferiori; gli episodi di vertigine e di instabilità.

In particolare, dopo la caduta del 20 febbraio 2026, ho avuto la sensazione che qualcosa nella regione lombo-sacrale, pelvica o addominale fosse cambiato.

Talvolta percepisco: una sensazione di pressione verso il basso nella regione addominale o pelvica;

dolore o tensione che dalla colonna lombare sembra irradiarsi verso l'addome, le anche o gli arti inferiori;

episodi di debolezza delle gambe; una sensazione particolare al piede sinistro, come se fosse avvolto da una fascia o da una calza anche quando è completamente scoperto; dolore toracico o toraco-lombare con difficoltà nella respirazione profonda; la sensazione che alcuni sintomi migliorino parzialmente dopo l'evacuazione intestinale o dopo un clistere, pur non scomparendo del tutto.

Non sono in grado di stabilire se tali fenomeni siano dovuti a compressioni nervose, alterazioni funzionali, problemi muscolo-scheletrici, vascolari, linfatici o ad altri meccanismi.

Talvolta ho l'impressione che possano esistere uno o più "punti critici", blocchi funzionali o restringimenti che influenzano contemporaneamente diversi sistemi dell'organismo.

Tuttavia, questa è soltanto una mia osservazione personale.

Ritengo però importante che i sintomi non vengano considerati esclusivamente come episodi separati o attribuiti automaticamente a una singola diagnosi preesistente, ma che possano essere valutati nel loro insieme.

Ho osservato nel tempo una ricorrenza e una contemporaneità di molti sintomi e continuo a ritenere opportuno che venga presa in considerazione una valutazione globale e multidisciplinare del quadro clinico.

Mi affido pertanto alla valutazione dei professionisti sanitari per comprendere se esista o meno una relazione tra i diversi disturbi descritti e quale possa essere il loro eventuale significato clinico.

Sono consapevole delle difficoltà organizzative legate a tale esame, poiché il centro più vicino si trova a una certa distanza e, a causa dei sintomi, gli spostamenti prolungati e la permanenza in posizione seduta risultano per me difficoltosi. Tuttavia, desidero segnalare anche questa possibilità. 

Non sono in grado di stabilire se tali fenomeni abbiano una relazione con gli episodi di vertigine o di instabilità che talvolta percepisco, né se esista una correlazione tra i diversi sintomi descritti, ma ritengo opportuno segnalarli affinché possano essere eventualmente presi in considerazione nell'ambito della valutazione clinica.

La ringrazio per l'attenzione.


Documento integrativo consegnato nella medesima occasione:

„Osservazioni personali sull'evoluzione della sintomatologia“

Da diversi mesi osservo la comparsa di dolori intermittenti nella regione epatica e dell'ipocondrio destro, talvolta associati a una marcata sensazione di debolezza, soprattutto dopo pasti ricchi di grassi. In alcuni episodi il dolore è risultato così intenso da rendere temporaneamente difficile mantenere la stazione eretta.

Oltre a questi disturbi, riferisco una persistente sensazione di vertigine o instabilità, presente in modo variabile durante la giornata e talvolta accentuata dopo i pasti. Contemporaneamente persistono i disturbi a carico della colonna toracica, lombare e del tratto lombo-sacrale, con limitazioni funzionali, dolore e difficoltà a mantenere a lungo la stessa posizione.

Mi domando se possa esistere un'interazione funzionale tra l'apparato digerente, il diaframma, la colonna vertebrale, il sistema nervoso autonomo e le strutture miofasciali che collegano tali distretti anatomici.

Ritengo inoltre che, nel mio caso, possa essere utile valutare anche l'eventuale coinvolgimento funzionale dell'apparato cervico-mandibolare e dell'osso ioide, struttura anatomica strettamente collegata alla lingua, al diaframma, alla deglutizione, alla respirazione e alla postura del rachide cervicale. Si tratta esclusivamente di un'osservazione personale. 

In particolare, considero la possibilità che le alterazioni posturali conseguenti ai traumi, la modificazione della fisiologica curvatura della colonna vertebrale e l'eventuale rotazione del tronco possano influenzare il funzionamento dell'apparato digerente e dell'evacuazione intestinale.  Allo stesso modo, non escludo che eventuali alterazioni dell'apparato digerente possano, a loro volta, contribuire a mantenere o accentuare tensioni muscolari, limitazioni del diaframma e disturbi della colonna vertebrale.

Si tratta esclusivamente di osservazioni personali formulate sulla base dell'evoluzione dei sintomi nel tempo e non di conclusioni diagnostiche. Ricordo inoltre che nella TC addominale del 25 febbraio 2026 è stato descritto:

«Fegato con ipertrofia dei segmenti di sinistra»;

«Qualche calcificazione intrasplenica».

Prendo atto di tali reperti radiologici senza attribuire loro un significato clinico autonomo, rimettendone l'interpretazione ai professionisti sanitari competenti. Nel corso dei mesi ho anche preso in considerazione la possibilità che alcuni disturbi possano interessare il pancreas, ipotesi che avevo già segnalato in precedenti comunicazioni e che ritengo meriti un'adeguata valutazione clinica, qualora il medico lo ritenga opportuno.

Nel frattempo, in attesa di una definizione diagnostica più completa, ho cercato di gestire i sintomi attraverso misure conservative e modifiche dello stile di vita.  Permangono tuttavia importanti limitazioni funzionali: non riesco a rimanere seduto a lungo, ma anche il mantenimento prolungato della posizione eretta o la deambulazione determinano affaticamento e dolore ai piedi.  Analogamente, il riposo prolungato in posizione supina durante la notte comporta rigidità e peggioramento della sintomatologia, probabilmente anche a causa della difficoltà nel mantenere una posizione realmente confortevole per molte ore consecutive.

Alcune riflessioni di carattere naturopatico

(Osservazioni personali che non intendono sostituire la valutazione medica)  Le considerazioni che seguono rappresentano alcune riflessioni maturate nel tempo sulla base dei principi dell'igiene naturale e della mia esperienza personale. Non costituiscono una diagnosi né intendono sostituire la valutazione clinica o le indicazioni terapeutiche dei professionisti sanitari.

Asse stomaco–intestino–diaframma

Il diaframma non svolge soltanto un ruolo fondamentale nella respirazione, ma contribuisce anche all'equilibrio pressorio tra cavità toracica  e  addominale. Secondo alcune impostazioni della medicina naturale, una tensione cronica del diaframma o alterazioni funzionali correlate a disturbi digestivi (ad esempio reflusso, meteorismo o precedenti processi infiammatori) potrebbero influenzare, attraverso le catene fasciali, anche la funzionalità della colonna vertebrale.

Colonna vertebrale e funzione digestiva

La regolazione nervosa dell'apparato digerente coinvolge strutture che originano a diversi livelli della colonna toracica e lombare.  Per questo motivo ritengo possibile che alterazioni funzionali della colonna, conseguenti a traumi, posture scorrette o persistenti tensioni muscolari, possano interagire con la funzione digestiva, instaurando un reciproco condizionamento.

In altre parole, il benessere dell'apparato digerente potrebbe influenzare la funzionalità della colonna vertebrale e, viceversa, alterazioni della colonna potrebbero riflettersi sulla funzione digestiva.

Principi dell'igiene naturale che, secondo la mia esperienza, possono favorire il benessere. Tra gli accorgimenti che personalmente considero utili ricordo:  respirazione lenta e profonda, finalizzata a favorire il rilassamento del diaframma;  alimentazione prevalentemente composta da alimenti freschi e poco trasformati;  adeguati intervalli tra i pasti per consentire il fisiologico riposo dell'apparato digerente;  attività fisica moderata e regolare, come passeggiate, esercizi di mobilizzazione o, quando possibile, il nuoto;  regolarità del ritmo sonno-veglia e dei tempi dedicati ai pasti;  eventuali periodi di digiuno controllato, esclusivamente se ben tollerati e compatibili con le condizioni cliniche individuali.

Considerazione finale:  Sono consapevole che eventuali modificazioni strutturali della colonna vertebrale non possano sempre essere completamente reversibili. Ritengo tuttavia che un miglioramento della funzionalità respiratoria, digestiva e muscolo-scheletrica possa contribuire, almeno in parte, alla riduzione della sintomatologia e al miglioramento della qualità della vita.  Le presenti riflessioni vengono sottoposte esclusivamente quale contributo personale di carattere osservazionale e non intendono in alcun modo sostituire la valutazione clinica dei professionisti sanitari. affinché possano stabilire se tali osservazioni abbiano un eventuale significato clinico e se esistano correlazioni tra i diversi aspetti del quadro sintomatologico.

Deglutizione e Osso Ioide

Nel corso dell'evoluzione della sintomatologia ho osservato anche disturbi della deglutizione, della respirazione e una persistente tensione della regione cervicale e toracica. Considerata la funzione dell'osso ioide, del diaframma e delle strutture muscolo-fasciali coinvolte nella deglutizione e nella postura, mi domando se possa esistere un'interazione funzionale tra tali distretti. Tale osservazione rappresenta una mia riflessione personale e lascio ai professionisti sanitari la valutazione di un eventuale significato clinico.

Nel mio caso, l'osso ioide rappresenta un elemento interessante da considerare, non perché ritenga che esso rappresenti da solo la causa dei miei sintomi, ma perché si trova al centro di numerose connessioni anatomiche e funzionali.

È collegato alla lingua, alla mandibola, alla laringe, al diaframma attraverso catene muscolari e fasciali, alla colonna cervicale e, indirettamente, all'intera postura del corpo.

Se, in seguito ai traumi subiti (27 aprile 2025 e successivamente 20 febbraio 2026), si sono verificate modificazioni della postura della colonna toracica, lombare e sacrale, è plausibile che l'intero equilibrio biomeccanico del corpo ne sia stato influenzato, coinvolgendo anche la muscolatura cervicale e l'osso ioide.

Dal punto di vista funzionale, questo potrebbe contribuire a spiegare alcuni disturbi come:

difficoltà nella deglutizione o sensazione di deglutizione non naturale;

tensione della lingua e del pavimento della bocca;

rigidità del collo;

alterazioni della respirazione diaframmatica;

sensazione di costrizione alla gola;

variazioni della voce o facile affaticamento durante il parlare.

Allo stesso tempo, il diaframma costituisce un importante collegamento tra torace e addome.

Una sua limitazione funzionale può influenzare:

la respirazione;

la pressione all'interno dell'addome;

la motilità dello stomaco e dell'intestino;

la postura della colonna vertebrale.

Per questo motivo esistono discipline, come l'osteopatia, la medicina manuale, alcune tecniche fisioterapiche e gli approcci posturali, che valutano l'organismo come un sistema integrato, nel quale mandibola, osso ioide, diaframma, colonna vertebrale e organi addominali possono influenzarsi reciprocamente. Naturalmente, questo non significa che tali relazioni siano necessariamente la causa dei miei sintomi.  Significa semplicemente che rappresentano ipotesi funzionali, che possono essere considerate nell'ambito di una valutazione clinica completa.

Nel mio caso, considerando:  il trauma del 27 aprile 2025;  le modificazioni posturali che riferisco a livello toracico, lombare e sacrale; la riduzione della respirazione addominale; i disturbi digestivi persistenti; il senso di instabilità e di vertigine; le difficoltà nella deambulazione e nella permanenza prolungata in piedi, seduto o sdraiato; ritengo ragionevole chiedersi se possa esistere un'interazione tra questi diversi sistemi dell'organismo.

Conclusione

Le osservazioni riportate nel presente documento non intendono formulare conclusioni diagnostiche né proporre spiegazioni definitive. Rappresentano semplicemente il tentativo di descrivere in modo ordinato e cronologico l'evoluzione della sintomatologia da me osservata nel tempo, unitamente ad alcune riflessioni personali maturate sulla base dell'esperienza vissuta e dei principi dell'igiene naturale.

L'intento è esclusivamente quello di fornire ai professionisti sanitari un quadro il più possibile completo, affinché ogni eventuale correlazione tra i diversi aspetti clinici possa essere valutata nell'ambito di una valutazione medica globale, integrata con l'esame clinico, gli accertamenti diagnostici e la documentazione disponibile.

TC dell'addome del 25.02.2026:

Marcata ritenzione del contenuto alimentare nelle anse del tenue di sinistra.  Diffusa e marcata ritenzione del contenuto fecale alla cornice colica.  Megacolon da quadro di coprostasi.  Surreni nella norma. Fegato con ipertrofia dei segmenti di sinistra. Qualche calcificazione intrasplenica. Pancreas e vescica senza alterazioni rilevate nel referto. Non aria libera in addome.

Cosa emerge dal referto ?

Questo esame documenta oggettivamente: una marcata ritenzione del contenuto intestinale; un importante quadro di coprostasi; un megacolon;  un'ipertrofia dei segmenti sinistri del fegato; alcune calcificazioni intraspleniche.

Questi sono dati descritti dal radiologo e non dipendono da interpretazioni personali.

Per quanto riguarda il pancreas, il referto di questa TC non descrive alterazioni specifiche. Questo non significa necessariamente che il pancreas fosse completamente escluso come causa dei sintomi, ma semplicemente che in questo esame non sono state evidenziate anomalie radiologiche del pancreas.

Per questo motivo, nella  mia ricostruzione clinica è corretto scrivere qualcosa come:

La TC addominale del 25 febbraio 2026 ha evidenziato un quadro di marcata ritenzione del contenuto intestinale, coprostasi con megacolon, ipertrofia dei segmenti sinistri del fegato e alcune calcificazioni intraspleniche. Pur non essendo state descritte alterazioni del pancreas, ho continuato a riferire ai medici sintomi digestivi persistenti, chiedendo che l'intero quadro clinico venisse valutato nella sua globalità.

Osservazione retrospettiva (a)

13.07.2026

Pur non essendo mai stato in grado di stabilire autonomamente l'origine dei sintomi, ebbi fin dall'inizio la sensazione che il trauma del 20 febbraio 2026 avesse modificato il quadro clinico preesistente, motivo per cui richiesi ulteriori valutazioni mediche. Rileggendo oggi l'intero percorso clinico, ritengo che, da quel momento in poi, gran parte dei successivi accessi al Pronto Soccorso sia stata finalizzata principalmente ad approfondire le possibili conseguenze cliniche del trauma e la persistenza della sintomatologia, che appariva modificata o accentuata rispetto al periodo precedente.


Osservazione retrospettiva (b)

(15 luglio 2026)

A seguito dell'accesso al Pronto Soccorso del 12 giugno 2026 vennero eseguiti esami ematochimici e terapia infusionale. Pur prendendo atto degli accertamenti effettuati, ritenevo che il quadro clinico non fosse ancora stato chiarito in maniera completa.

Per tale motivo, il 15 giugno 2026 predisposi la comunicazione intitolata «Gentile Dottore / Gentile Dottoressa», nella quale, sulla base della sintomatologia persistente e della documentazione disponibile, richiedevo una rivalutazione clinica e l'eventuale esecuzione di ulteriori approfondimenti diagnostici ritenuti opportuni.

La comunicazione fu consegnata al Dott.  il 6 luglio 2026, che ebbe modo di prenderne visione.

In occasione del successivo incontro dell'11 luglio 2026, consegnai inoltre il documento «Osservazioni personali sull'evoluzione della sintomatologia» e una copia della TC addominale del 25 febbraio 2026, affinché anche tali elementi potessero essere presi in considerazione nell'ambito della valutazione complessiva del quadro clinico.

Alla luce della documentazione consegnata e delle osservazioni esposte, venne quindi programmata la prosecuzione della valutazione clinica per il 20 luglio 2026, con l'eventuale esecuzione degli approfondimenti diagnostici ritenuti necessari.

Alla luce della documentazione consegnata e delle osservazioni esposte, il Dott. ritenne opportuno programmare la prosecuzione della valutazione clinica per il 20 luglio 2026, con l'eventuale esecuzione degli approfondimenti diagnostici ritenuti necessari.


Parte 15 

Promemoria per la valutazione clinica del 20 luglio 2026 

Gentile Dottore

 Il presente promemoria ha il solo scopo di riassumere i principali aspetti già esposti nella precedente comunicazione del 6 luglio 2026 e nella documentazione successivamente consegnata. 

È stato predisposto per agevolare la valutazione clinica di oggi, 20 luglio 2026, consentendo di avere immediatamente a disposizione i principali punti da discutere nel corso della visita, senza dover necessariamente rileggere l'intera documentazione precedente. 

Riassumo pertanto, in forma sintetica, i principali aspetti che, a mio avviso, potrebbero meritare un eventuale approfondimento, qualora Lei lo ritenga opportuno. 

1. Esami ematochimici 

Alla luce degli esami del 12 giugno 2026, mi domandavo se potesse essere utile: rivalutare nel tempo i valori di CPK e GOT/AST; verificare l'eventuale coinvolgimento muscolare; approfondire il metabolismo del ferro mediante eventuale dosaggio di: ferritina; sideremia; saturazione della transferrina; vitamina B12; acido folico. 

2. Collo, deglutizione e ghiandole salivari 

Persistono: difficoltà nella deglutizione; sensazione di "scatto" o "clic" durante la deglutizione;

 ridotta produzione di saliva, soprattutto dopo una masticazione prolungata; 

secchezza della bocca; 

lieve dolorabilità nella regione delle ghiandole salivari; 

sensibilità alla palpazione nella regione tiroidea; 

dolore della muscolatura del collo. 

Durante la deglutizione ho inoltre l'impressione che alcune strutture del collo aumentino di volume. Sul lato destro noto una struttura vascolare particolarmente evidente, che si estende dalla regione sovraclaveare verso la mandibola. 

Qualora Lei lo ritenga opportuno, mi domando se possa essere utile una valutazione ecografica del collo (tiroide, ghiandole salivari, linfonodi, tessuti molli ed eventuali strutture vascolari). 

3. Vertigini e sintomi neurologici

 Persistono episodi variabili di:

 vertigine o instabilità; 

lieve offuscamento della vista; 

rigidità muscolare; 

difficoltà nella respirazione profonda; 

tensione addominale, 

soprattutto dopo i pasti. 

Non sono in grado di stabilire se tali sintomi siano tra loro correlati. 

4. Colonna vertebrale 

Considerata la persistenza dei disturbi toracici, lombari e lombo-sacrali, mi domando se, qualora Lei lo ritenga indicato, possa essere presa in considerazione anche una risonanza magnetica della colonna vertebrale, soprattutto in relazione ai sintomi persistenti e agli episodi di vertigine. 

5. Valutazione complessiva

 Desidero infine ribadire una considerazione personale. 

Ho la sensazione che alcuni sintomi vengano inevitabilmente valutati separatamente, mentre mi domando se possa essere utile considerarli nel loro insieme, cercando eventuali correlazioni tra: apparato digerente; colonna vertebrale; respirazione; deglutizione; muscolatura; equilibrio e vertigini. 

Naturalmente queste rappresentano esclusivamente osservazioni personali e non intendono suggerire diagnosi, ma soltanto offrire alcuni spunti di riflessione che affido interamente alla Sua valutazione clinica.

Resto naturalmente affidato alla Sua valutazione per quanto riguarda ogni eventuale approfondimento diagnostico che riterrà opportuno.

La ringrazio per l'attenzione e per la disponibilità.

20 luglio 2026 – Accesso al Pronto Soccorso

Vennero eseguiti gli esami ematochimici richiesti, comprendenti anche la valutazione della funzionalità tiroidea, risultati sostanzialmente nei limiti di riferimento, ad eccezione di un lieve incremento del GOT già noto.

Nel corso della visita riferii nuovamente la persistenza della disfagia, della ridotta produzione di saliva e della sintomatologia laterocervicale. Tuttavia persistevano anche la sensazione di "clic" durante la deglutizione e la percezione di una variazione di volume di alcune strutture del collo durante l'atto deglutitorio.

L'ecografia del collo non venne tuttavia eseguita nell'ambito del Pronto Soccorso e non fu programmato un ulteriore controllo specialistico. Rimase pertanto aperta la questione dell'eventuale opportunità di un approfondimento mediante ecografia del collo e/o valutazione specialistica ORL, qualora ritenuto indicato dal medico.


Parte 16 

21.07.2026  Richiesta di rivalutazione clinica e di eventuali ulteriori approfondimenti diagnostici

Gentile Dottore,
nel corso degli ultimi otto mesi sono stato sottoposto a numerose visite specialistiche, ripetuti accessi al Pronto Soccorso, esami ematochimici, radiografie, TC ed altri accertamenti diagnostici.
Prendo atto che gli esami finora eseguiti non hanno evidenziato alterazioni acute tali da spiegare in modo conclusivo l'intero quadro clinico. Tuttavia continuo a presentare una sintomatologia persistente che limita in maniera significativa la mia vita quotidiana e che, nel tempo, non ha mostrato un sostanziale miglioramento.
Tra i principali disturbi che persistono segnalo: difficoltà nella deglutizione;  ridotta produzione di saliva; percezione di un piccolo "clic" durante la deglutizione;  sintomatologia laterocervicale con percezione soggettiva di variazioni di volume durante l'atto deglutitorio; dolore persistente e limitazione funzionale della colonna vertebrale (cervicale, dorsale, lombare e lombo-sacrale);  dolore nella regione toracica e del plesso solare; tensione addominale, disturbi digestivi e alterazioni della funzione intestinale; episodi di vertigine, lieve instabilità e difficoltà respiratoria soggettiva, variabili nel tempo;  riduzione della capacità di svolgere le normali attività fisiche rispetto alla condizione precedente.
Osservazione personale da sottoporre alla valutazione medica
Nel corso della rilettura delle radiografie eseguite successivamente al trauma del 20 febbraio 2026, ho osservato una formazione di aspetto grossolanamente piriforme (a forma di goccia), localizzata nella regione superiore del torace, in proiezione della colonna vertebrale, lievemente spostata verso destra rispetto all'asse vertebrale nell'immagine radiografica.
Desidero precisare che non sono in grado di stabilire la natura anatomica o il significato clinico di tale immagine, né intendo attribuirle autonomamente alcuna diagnosi.  Ritengo tuttavia opportuno segnalarla poiché la sua proiezione radiografica corrisponde approssimativamente a una regione nella quale riferisco dolore persistente, nell'ambito della sintomatologia comparsa dopo il trauma del 20 febbraio 2026.
La presente osservazione non intende affermare l'esistenza di un rapporto causale tra tale reperto radiografico e la sintomatologia riferita.  La segnalo esclusivamente affinché possa essere valutata insieme all'intero quadro clinico e strumentale.
Nel corso della rilettura della documentazione radiologica già disponibile mi sono inoltre domandato se alcuni reperti possano meritare una rivalutazione comparativa delle immagini eseguite nel tempo.  Non essendo naturalmente in grado di interpretarli autonomamente, sottopongo tale osservazione esclusivamente alla valutazione degli specialisti.
Evoluzione temporale della sintomatologia
Ripercorrendo cronologicamente l'intera storia clinica, mi sembra possibile distinguere due componenti temporalmente differenti.
La prima riguarda una sintomatologia già presente prima del trauma del 20 febbraio 2026, comprendente disturbi gastrointestinali, dolore epigastrico e del plesso solare, alterazioni della deglutizione, riduzione della salivazione, difficoltà respiratorie soggettive e altri sintomi che avevano già motivato diversi accessi al Pronto Soccorso, in particolare nel dicembre 2025.
La seconda riguarda invece i disturbi comparsi o significativamente accentuatisi dopo il trauma, caratterizzati soprattutto da: dolore persistente della colonna vertebrale; rigidità della muscolatura del tronco; limitazione funzionale;  difficoltà nella deambulazione; peggioramento di parte della sintomatologia già presente.
Non sono naturalmente in grado di stabilire se tali manifestazioni abbiano un'origine comune oppure rappresentino condizioni cliniche indipendenti.  Ritengo tuttavia importante che l'intera evoluzione temporale della sintomatologia venga valutata nel suo insieme, considerando contemporaneamente la regione cervicale, la deglutizione, la colonna vertebrale, il torace, il plesso solare, l'addome, l'apparato gastrointestinale e la sintomatologia agli arti inferiori.
Richiesta di eventuali approfondimenti
Per questo motivo Le chiedo cortesemente se ritenga opportuno valutare, qualora clinicamente indicati:  ecografia del collo comprendente tiroide, ghiandole salivari, linfonodi, tessuti molli ed eventuali strutture vascolari;  risonanza magnetica della colonna vertebrale (cervicale, dorsale, lombare e lombo-sacrale);  eventuali ulteriori approfondimenti dell'addome mediante risonanza magnetica oppure altra metodica diagnostica ritenuta più appropriata;
eventuale rivalutazione comparativa degli esami radiologici già eseguiti nel tempo, qualora ritenuta utile.
Considerazione personale sulla limitazione funzionale
Desidero aggiungere una considerazione che ritengo importante.  Sono consapevole che parte della riduzione funzionale possa essere interpretata come compatibile con l'età.
Tuttavia, nel mio caso, il parametro di confronto non è rappresentato dalla popolazione della mia stessa fascia anagrafica, bensì dal mio livello funzionale precedente.
Fino ai mesi antecedenti il trauma del 20 febbraio 2026 conducevo una vita fisicamente molto attiva e riuscivo a svolgere senza particolari difficoltà attività che richiedevano forza, coordinazione, equilibrio, elasticità e ampia mobilità della colonna vertebrale.  Per questo motivo, la perdita di tali capacità rappresenta per me un cambiamento funzionale evidente.
Una persona che non abbia mai svolto determinate attività potrebbe considerare poco rilevante la loro perdita; al contrario, per chi era abitualmente in grado di compierle con naturalezza, tale cambiamento costituisce una limitazione concreta della qualità della vita.  Ritengo quindi importante che la mia condizione venga valutata non soltanto sulla base dell'età anagrafica o dei singoli referti, ma anche confrontando il quadro clinico attuale con il livello funzionale che avevo prima dell'insorgenza della sintomatologia e, in particolare, prima del trauma del 20 febbraio 2026.
Questa osservazione non intende mettere in discussione gli accertamenti finora eseguiti, molti dei quali sono risultati sostanzialmente nei limiti della norma.   Desidero semplicemente evidenziare che, nonostante ciò, permane una significativa riduzione della mia funzionalità quotidiana.
Per questo motivo non desidero richiedere esami indiscriminati, ma comprendere se possano esistere ulteriori approfondimenti mirati che, secondo il giudizio dei professionisti sanitari, possano contribuire ad una più completa comprensione dell'intero quadro clinico.
Mi affido integralmente alla Sua valutazione clinica per l'interpretazione dei sintomi, per l'eventuale individuazione delle cause e per le decisioni relative agli ulteriori approfondimenti diagnostici e terapeutici che riterrà opportuni.
La ringrazio sinceramente per l'attenzione, per il tempo dedicato alla lettura di questa relazione e per la disponibilità dimostrata.
Nota integrativa relativa alla documentazione radiologica
Nel corso della rilettura della radiografia eseguita presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Nicosia (Provincia di Enna) in data 28 febbraio 2026, ho osservato una formazione di aspetto grossolanamente piriforme (a forma di goccia), localizzata nella regione superiore del torace, in proiezione della colonna vertebrale e lievemente spostata verso destra rispetto al suo asse nell'immagine radiografica.
Desidero precisare che non sono in grado di stabilire la natura anatomica né il significato clinico di tale immagine, né intendo attribuirle autonomamente alcuna interpretazione diagnostica.
La segnalo esclusivamente perché la sua proiezione radiografica corrisponde approssimativamente a una regione nella quale riferisco dolore persistente nell'ambito della sintomatologia comparsa dopo il trauma del 20 febbraio 2026.
Qualora ritenuto clinicamente opportuno, chiederei cortesemente che tale osservazione possa essere valutata nel contesto dell'intero quadro clinico e, se utile, mediante confronto sistematico con le altre immagini radiologiche già eseguite nel tempo.
Preciso inoltre che, nel corso del medesimo accesso al Pronto Soccorso, furono eseguite più radiografie dell'intera colonna vertebrale. La presente osservazione si riferisce alla radiografia del 28 febbraio 2026 sopra indicata e viene riportata esclusivamente affinché possa essere presa in considerazione nell'ambito della valutazione complessiva della documentazione disponibile.

Cordiali saluti



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