Freitag, 31. Oktober 2025

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Aggiornamento 21.02.2026

Destinatario:

Servizio Sanitario Nazionale – Regione Sicilia

Azienda Sanitaria Provinciale n. _ – Enna

P.O. Basilotta

S.S. Pronto Soccorso

Responsabile: Dott.ssa Claudia Melilli

Tel. 0935 681500


Mittente:

Francesco Vaccalluzzo

Vicolo De Luca 21

94014 Nicosia (EN)

Tel. 327 5394600


Oggetto: Segnalazione e richiesta tutela riservatezza dati sanitari e personali

Alla cortese attenzione della Direzione Sanitaria

e dell’Ufficio Privacy dell’Ospedale,

con la presente segnalo una situazione che ritengo meritevole di verifica in merito alla tutela della mia riservatezza.

Nel corso dei miei accessi al Pronto Soccorso, intercorsi dal 18 dicembre 2025 ad oggi 21.02.2026, ho rilevato ripetuti riferimenti, da parte di diversi operatori sanitari, a comunicazioni da me inviate in precedenza alla Direzione.

Tali riferimenti fanno ritenere che contenuti riguardanti la mia posizione personale e sanitaria possano essere stati condivisi internamente oltre quanto strettamente necessario alla gestione clinica.

Non sono in grado di indicare modalità e canali di eventuale diffusione; tuttavia, la circostanza che più operatori risultino a conoscenza di tali comunicazioni genera in me preoccupazione circa la corretta tutela dei miei dati personali e sanitari.

Preciso che durante i miei accessi ho sempre mantenuto riservatezza e non ho divulgato personalmente tali contenuti a pazienti o personale, se non nei limiti strettamente necessari al colloquio clinico.


Con la presente chiedo pertanto:

di verificare le modalità di gestione e circolazione interna delle comunicazioni che mi riguardano;

di garantire che i miei dati personali e sanitari siano trattati esclusivamente per finalità assistenziali e nel rispetto della normativa vigente;

di essere informato circa eventuali procedure adottate per la tutela della riservatezza.

La presente ha finalità di tutela e chiarimento, al fine di garantire un rapporto sereno e corretto con il personale sanitario.

P.S. – Riepilogo aggiuntivo

Segnalo la necessità di poter accedere al Pronto Soccorso in modo sereno e senza timore di condizionamenti relazionali.

Negli ultimi mesi, a seguito di diversi accessi ripetuti per problematiche di salute, ho progressivamente sviluppato difficoltà ad accedere con tranquillità al servizio, non per rifiuto delle cure, ma per il timore di situazioni comunicative conflittuali o non chiare.

Preciso che l’accesso al Pronto Soccorso, nel mio caso, è stato motivato da sintomi reali e documentati (in particolare perdita di elettroliti, debolezza e necessità di monitoraggio clinico).

Chiedo pertanto che venga garantita la possibilità di accesso alle cure urgenti in un contesto assistenziale neutrale, senza pregiudizi e con adeguata comunicazione.

Conclusioni e richieste

Alla luce degli eventi sopra descritti, intercorsi tra il 18 dicembre 2025 e il 21 febbraio 2026, il sottoscritto intende rappresentare una ricostruzione cronologica finalizzata a chiarimento, tutela e miglioramento del rapporto assistenziale.

Il presente documento non ha finalità accusatoria, ma di:

documentare le esperienze vissute durante gli accessi al Pronto Soccorso;

evidenziare criticità percepite sul piano assistenziale, comunicativo e organizzativo;

consentire una valutazione complessiva del percorso clinico;

favorire un contesto di cura sereno, neutrale e basato su adeguata comunicazione.

Il sottoscritto riconosce che durante il periodo indicato si sono verificati anche episodi di assistenza professionale, disponibilità e corretto supporto da parte di parte del personale sanitario.

Tuttavia, la variabilità degli approcci assistenziali, la percezione di incomprensioni comunicative, la gestione non sempre condivisa delle informazioni cliniche e le preoccupazioni relative alla riservatezza hanno generato difficoltà nell’accesso sereno alle cure.


Periodo 18 dicembre – progressivo peggioramento clinico

Dal 18 dicembre si evidenzia un progressivo peggioramento delle condizioni generali.

I sintomi principali riferiti e osservati in questo periodo includono:

diarrea persistente e non indagata in modo adeguato

perdita di peso significativa (circa 15–20 kg riferita)

debolezza generale marcata

problematiche gastrointestinali (stomaco, pancreas, colon irritabile riferiti)

alterazioni percepite dell’equilibrio elettrolitico

episodi di ipoglicemia / difficoltà glicemiche riferite

stato di malessere crescente con necessità di chiarimenti clinici

Nonostante la persistenza dei sintomi, la persona riferisce che le richieste di approfondimento diagnostico sulla causa della diarrea e del dimagrimento non sono state prese in adeguata considerazione.

Le indicazioni ricevute risultavano prevalentemente generiche (es. “mangiare di più”), senza un percorso diagnostico strutturato volto alla ricerca della causa.

Nel corso dei giorni successivi il quadro viene percepito come progressivamente trascurato, con aumento della preoccupazione e del senso di non essere ascoltata.

 Periodo 29 dicembre 2025 — dimissione e difficoltà successive

Il 29 dicembre 2025, la mattina successiva alla permanenza del 28 dicembre, si presentava in servizio il medico che nel giorno precedent ( 27 dicembre) mi aveva invitato a lasciare il Pronto Soccorso senza ulteriori accertamenti.

Nonostante la condizione di debolezza persistente, venivo indirizzato nuovamente verso soluzioni esterne (acquisto di elettroliti in farmacia), senza valutare la differenza tra integrazione orale commerciale e necessità clinica di reintegrazione tramite infusione.

In tale fase:

permanevano sintomi di perdita di elettroliti, debolezza e difficoltà funzionali;

non venivano avviati approfondimenti sulle cause della diarrea e della disidratazione;

la gestione risultava orientata alla dimissione piuttosto che all’osservazione clinica.

Dopo l’uscita:

mi spostavo a piedi in condizioni di marcata debolezza;

cercavo assistenza presso strutture sanitarie e para-sanitarie, senza possibilità di effettuare infusioni;

nel corso della giornata la condizione fisica peggiorava progressivamente fino a esaurimento delle forze.

La sera rientravo a domicilio in stato di affaticamento significativo.

Tale evoluzione portava, il giorno successivo (30 dicembre), alla necessità di attivare il servizio 118 per impossibilità a guidare autonomamente e per sintomi compatibili con ulteriore perdita elettrolitica.


Giorni immediatamente precedenti al 30 dicembre

Nei giorni precedenti al 30 dicembre:

i sintomi gastrointestinali persistono

la debolezza aumenta

permane la perdita di peso

viene riferita sensazione di squilibrio elettrolitico

cresce la necessità di assistenza medica urgente

La persona riferisce ripetuti tentativi di spiegare sintomi, sensazioni corporee e timori clinici, percependo tuttavia difficoltà di ascolto e presa in carico.

Questo periodo viene descritto come caratterizzato da:

attesa prolungata

sensazione di essere ignorata

peggioramento dello stato fisico

forte stress emotivo


 30 dicembre – accesso tramite 118 (sera)

La sera del 30 dicembre avviene l’accesso tramite 118 a causa del peggioramento del quadro e del malessere percepito come urgente.

All’arrivo vengono riferiti:

sintomi gastrointestinali persistenti

debolezza marcata

perdita di peso importante

preoccupazione per squilibri elettrolitici

necessità di chiarimento diagnostico

È riferito che già all’arrivo, in quella stessa sera, alcuni infermieri avrebbero espresso rimproveri riguardo all’utilizzo del 118.

Nella stessa serata risultava presente la Dr.ssa Bartolotta.

Viene inoltre riferito che l’accesso è avvenuto in un contesto percepito come teso e poco accogliente.

 Notte 30 → 31 dicembre 2025 — accesso con 118, rimproveri, cambio turno

La sera del 30 dicembre 2025, a seguito di peggioramento della condizione generale con perdita di elettroliti, debolezza e impossibilità a guidare, il sottoscritto attivava il servizio di emergenza 118 e veniva trasportato al Pronto Soccorso.

All’arrivo erano presenti operatori sanitari e la Dott.ssa Dora Bartolotta.

Durante le prime fasi dell’accesso:

venivano espressi rimproveri verbali da parte di personale infermieristico riguardo all’utilizzo del 118;

il sottoscritto veniva invitato implicitamente a evitare in futuro tale modalità di accesso;

il tono risultava percepito come non accogliente in relazione allo stato di debolezza clinica.

Nel corso della notte successiva (30 → 31 dicembre):

veniva avviata terapia infusionale con elettroliti;

si verificava un episodio in cui un infermiere rimproverava il sottoscritto ad alta voce per il rifiuto del disinfettante cutaneo;

un ulteriore infermiere manifestava difficoltà a proseguire l’assistenza a causa della richiesta del sottoscritto di mantenere posizione semi-seduta (per respiro e comfort).

Durante il cambio turno (giorni successivi):

intervenivano il Dott. Angelo Zito e successivamente la Dott.ssa Claudia Melilli;

veniva espresso un rimprovero relativo all’utilizzo del 118 per perdita elettrolitica, con indicazione che in futuro tale accesso avrebbe potuto essere considerato improprio;

il sottoscritto tentava di spiegare sintomi, perdita di peso significativa (circa 15-20 kg) e andamento della diarrea, senza percepire adeguata attenzione clinica alle cause.

In tale fase il sottoscritto percepiva:

difficoltà comunicativa;

orientamento alla gestione sintomatica senza approfondimento etiologico;

clima relazionale condizionato da eventi precedenti.


31 dicembre 2025 — giornata completa (assistenza, comunicazione, clima relazionale)

Nel corso della giornata del 31 dicembre 2025, il sottoscritto rimaneva in osservazione presso il Pronto Soccorso con prosecuzione della terapia infusionale elettrolitica.

Durante la giornata:

la condizione clinica risultava caratterizzata da debolezza, disidratazione e instabilità digestiva;

il sottoscritto tentava più volte di spiegare la continuità dei sintomi (diarrea, perdita elettroliti, perdita di peso, difficoltà digestive);

veniva percepita una limitata attenzione all’indagine delle cause (gastrointestinali, metaboliche, elettrolitiche), con prevalente gestione sintomatica.

Sul piano relazionale:

il clima risultava variabile a seconda del personale in turno;

alcuni operatori mantenevano atteggiamento neutro o corretto;

altri manifestavano atteggiamenti percepiti come distaccati o condizionati da precedenti comunicazioni inviate dal sottoscritto alla Direzione.

In particolare, il sottoscritto riferiva la sensazione che la sua situazione clinica venisse interpretata in modo riduttivo (es. “mangiare di più”) senza adeguata valutazione delle cause della diarrea e della perdita elettrolitica.

Nel corso della giornata non risultavano avviati approfondimenti diagnostici mirati alla causa del disturbo intestinale, nonostante la ripetuta segnalazione dei sintomi.

La permanenza proseguiva nella notte successiva.


Gennaio 2026 — accessi successivi e continuità assistenziale

1 gennaio 2026 — eventi infermieristici (prelievo, flebo, dolore, gestione accesso venoso)

Nella mattina del 1 gennaio 2026, veniva eseguito un prelievo ematico.

Per la prima volta durante il ricovero osservazionale, il prelievo veniva effettuato sul braccio sinistro, mentre nei giorni precedenti erano stati utilizzati prevalentemente il braccio destro e gli accessi già presenti.

L’infermiere che eseguiva il prelievo risultava essere lo stesso operatore che la sera del 30 dicembre aveva rimproverato il sottoscritto con tono elevato.

Il sottoscritto, inizialmente esitante, consentiva comunque la procedura.

Durante il prelievo:

l’inserimento dell’ago veniva percepito come eccessivamente profondo;

veniva segnalato dolore immediato;

il prelievo veniva eseguito con aspirazione rapida tramite siringa, percepita come dolorosa;

la segnalazione del dolore non determinava modifica della manovra.

Nei giorni precedenti, i prelievi effettuati sul braccio destro erano stati percepiti come più delicati e non avevano lasciato segni evidenti.

Successivamente, nella stessa giornata, veniva proseguita la terapia infusionale elettrolitica tramite accesso venoso.

Durante la somministrazione serale:

un altro infermiere collegava la flebo in modo percepito come poco delicato;

la velocità di infusione veniva inizialmente impostata troppo elevata, con sensazione di freddo e dolore lungo il braccio;

il sottoscritto chiedeva di ridurre la velocità;

la richiesta non veniva immediatamente accolta, e il sottoscritto interveniva autonomamente regolando la velocità.

Al rientro, l’operatore rimproverava tale intervento.

Successivamente il sottoscritto segnalava la presenza di bolle d’aria nel tubo della flebo.

la segnalazione veniva inizialmente minimizzata;

il sottoscritto riferiva dolore e preoccupazione;

a fronte della persistenza della segnalazione, si recava personalmente presso l’ufficio medico dove era presente Dora Bartolotta.

Veniva quindi chiamato un altro infermiere che sistemava la linea infusionale.

Nonostante ciò, l’ago rimaneva percepito come troppo profondo e doloroso.

Nei giorni successivi comparivano:

ecchimosi diffuse sul braccio sinistro

dolore persistente

alterazione cromatica (blu, viola, giallo)

Il sottoscritto collega tali esiti:

alla profondità dell’ago

alla modalità del prelievo rapido

alla gestione percepita come poco delicata della flebo

Durante lo stesso episodio, un infermiere affermava che altri colleghi “facevano ciò che il paziente chiedeva”, mentre lui no, frase percepita dal sottoscritto come indicativa di un approccio rigido.

Nel corso di uno scambio verbale, l’operatore reagiva con tono elevato invitando il sottoscritto a non utilizzare il termine “ignoranza”, percepito come rimprovero.

In quella serata risultava presente in turno anche la Dott.ssa Bartolotta.



Dopo la dimissione del 2 gennaio 2026, il sottoscritto ha continuato ad accedere al Pronto Soccorso in modo intermittente a causa della persistenza di:

disturbi intestinali (diarrea, difficoltà digestive);

sensazione di perdita di elettroliti;

debolezza fisica;

necessità di monitoraggio clinico.

Gli accessi risultavano non costanti ma legati alla comparsa dei sintomi e alla percezione di peggioramento.

Il sottoscritto riferisce che, in questo periodo:

il rapporto con parte del personale risultava variabile;

alcuni operatori mantenevano un atteggiamento neutrale o collaborativo;

altri mostravano atteggiamenti percepiti come distaccati, frettolosi o influenzati da precedenti comunicazioni inviate alla Direzione nel 2025.

Il sottoscritto percepiva una difficoltà progressiva ad accedere al servizio con serenità, non per rifiuto delle cure, ma per timore di incomprensioni comunicative e relazionali.

In diversi accessi:

veniva effettuata gestione sintomatica;

non sempre venivano approfondite le possibili cause del quadro gastro-intestinale;

il sottoscritto riferiva ripetutamente il timore per la perdita di elettroliti e il calo ponderale.

Nel periodo di gennaio il sottoscritto ha quindi sviluppato:

maggiore prudenza negli accessi;

tendenza a recarsi quando percepiva presenza di personale ritenuto più neutrale;

preoccupazione per la continuità assistenziale.

Febbraio 2026 — progressiva difficoltà di accesso

Nel corso di febbraio 2026 il sottoscritto riferisce:

aumento della difficoltà ad accedere con tranquillità al Pronto Soccorso;

percezione di clima relazionale non sempre chiaro;

timore che precedenti comunicazioni fossero conosciute da più operatori oltre il necessario ambito clinico.

Il sottoscritto precisa di aver mantenuto riservatezza durante gli accessi e di non aver divulgato contenuti personali a pazienti o personale se non per finalità cliniche.

20 febbraio 2026 — caduta

Nel pomeriggio del 20 febbraio 2026 (circa ore 13:20), il sottoscritto riferisce una caduta in un supermercato a causa di pavimento scivoloso e scarpe bagnate.

Dinamica riferita:

caduta sulla parte destra del corpo (anca/gluteo destro);

impatto con compensazione del braccio destro;

breve cefalea durata circa 1–2 minuti e poi risolta.

Il sottoscritto inizialmente rientrava a casa e osservava l’evoluzione dei sintomi.

Dopo circa 7 ore decideva di recarsi al Pronto Soccorso.

In tale occasione veniva riferito che il servizio radiologico non era disponibile e veniva suggerito di tornare il giorno successivo.

21 febbraio 2026 — accesso, radiografie ed eventi relazionali (evento rilevante)

Il 21 febbraio 2026 il sottoscritto si recava nuovamente al Pronto Soccorso (circa ore 11:00).

Dopo attesa di circa due ore:

venivano eseguite radiografie (bacino, tratto lombare, emitorace);

la procedura veniva percepita come rapida e orientata alla conclusione veloce del percorso;

al sottoscritto non venivano mostrate le immagini radiologiche;

veniva comunicato verbalmente che “non risultava nulla”.

Il sottoscritto riferisce che:

non gli veniva consentita visione diretta delle immagini;

gli veniva comunicato che le immagini erano già state inviate al Pronto Soccorso;

anche in PS non venivano mostrate né discusse insieme.

Veniva proposta terapia sintomatica (antidolorifico / antinfiammatorio), rifiutata dal sottoscritto in assenza di riscontro clinico spiegato.

Il sottoscritto riferiva inoltre:

episodio di diarrea la notte precedente con possibile disidratazione;

necessità di considerare il quadro generale e non solo il trauma lombare;

percezione che l’attenzione fosse concentrata solo sull’aspetto ortopedico.

Aspetti relazionali riferiti il 21 febbraio

Durante l’accesso del 21 febbraio il sottoscritto riferisce:

conversazioni tra operatori riguardanti eventi passati;

discussioni avviate da personale su precedenti vicende sanitarie;

presenza di commenti percepiti come ironici o svalutanti;

momenti di distrazione del personale durante la visita.

Il sottoscritto descrive di aver mantenuto atteggiamento collaborativo e di aver evitato conflitti, anche rispondendo con tono conciliativo.

Aspetto privacy (evento centrale)

Il sottoscritto riferisce che più operatori risultavano a conoscenza di comunicazioni precedentemente inviate alla Direzione.

21.02.2026 Medici presente : Dr.ssa Dora Bartolotta, Dr.ssa Santiglia Maria. 

Il sottoscritto on è in grado di indicare:

modalità;

canali;

responsabilità specifiche.

Tuttavia tale circostanza ha generato:

preoccupazione per la tutela della riservatezza;

percezione di possibile condizionamento relazionale;

difficoltà ad accedere al servizio con serenità, e eventuali danni causati die ignoranza e negligenza.


Sintesi del periodo 2 gennaio → 21 febbraio

Il periodo successivo alla dimissione è caratterizzato da:

sintomi persistenti;

accessi intermittenti;

rapporto relazionale variabile con il personale;

crescente preoccupazione per continuità assistenziale e privacy;

evento del 21 febbraio 2026 percepito come momento rilevante per:

radiografie non condivise;

gestione ritenuta rapida;

elementi relazionali percepiti come critici;

rafforzamento della richiesta di tutela della riservatezza e di accesso sereno alle cure.

Con la presente si chiede

di verificare il percorso assistenziale relativo agli accessi indicati;

di garantire che i dati personali e sanitari siano trattati esclusivamente per finalità assistenziali e nel rispetto della normativa vigente;

di assicurare che eventuali comunicazioni interne avvengano nei limiti strettamente necessari alla gestione clinica;

di favorire un contesto assistenziale neutrale, privo di pregiudizi e basato su comunicazione chiara;

di consentire, quando possibile, la condivisione con il paziente degli esami eseguiti (inclusa la visione delle immagini diagnostiche);

di garantire continuità assistenziale rispetto al quadro riferito (disturbi gastrointestinali, equilibrio elettrolitico, stato generale).

Finalità della comunicazione

La presente comunicazione è finalizzata a:

tutela personale e sanitaria;

prevenzione di incomprensioni future;

miglioramento del rapporto con il servizio;

possibilità di accesso alle cure urgenti con serenità e fiducia.

Il sottoscritto resta disponibile a fornire eventuali chiarimenti e a collaborare con la struttura per una ricostruzione completa.


PS:

Osservazione sul contesto sistemico

Rilevo, in termini generali, che l’attuale organizzazione del sistema sanitario può, in determinate situazioni, generare condizioni di pressione operativa, standardizzazione delle procedure e riduzione degli spazi di ascolto individuale, con il rischio di produrre nel paziente vissuti di incertezza, vulnerabilità o smarrimento.

Tale contesto può tradursi, dal punto di vista soggettivo, in una percezione di difficoltà relazionale e di insufficiente personalizzazione del percorso di cura.

La presente osservazione non costituisce giudizio sull’operato dei singoli professionisti, ma evidenzia un elemento di contesto rilevante ai fini della comprensione della mia richiesta costante di collaborazione terapeutica consapevole, dialogo e valutazione individualizzata.

Ribadisco pertanto che la mia posizione non è oppositiva al sistema sanitario, bensì orientata a una relazione di cura fondata su informazione, partecipazione e integrazione delle osservazioni cliniche soggettive.


Breve Riepilogo : 

Cronologia degli accessi al Pronto Soccorso

Periodo: 18 dicembre 2025 — 21 febbraio 2026

18 dicembre 2025

Accesso al Pronto Soccorso per sintomatologia riferita a perdita di elettroliti associata a episodi di diarrea, debolezza e disidratazione percepita.

L’accesso si svolgeva in modo regolare.

Veniva riferita interazione assistenziale corretta e disponibile da parte della Dott.ssa Marina Santiglia.

26 dicembre 2025

Nuovo accesso per persistenza della sintomatologia (debolezza, perdita elettrolitica percepita).

Riferita mancata presa in carico clinica e invito a rivolgersi al medico di base.

27 dicembre 2025

Ulteriore accesso per peggioramento della sintomatologia.

Riferita nuovamente mancata presa in carico e dimissione senza trattamento infusionale.

28 dicembre 2025

Accesso per marcata debolezza e sensazione di perdita elettrolitica.

Un medico prendeva in carico la situazione e veniva effettuata terapia infusionale con elettroliti e soluzione fisiologica.

Il paziente veniva trattenuto per osservazione.

29 dicembre 2025

Cambio turno.

Veniva riferito invito a reperire autonomamente elettroliti in farmacia in forma orale, senza prosecuzione infusionale.

Persistendo debolezza, il paziente riferisce difficoltà negli spostamenti e ricerca autonoma di strutture alternative senza esito.

30 dicembre 2025 — accesso tramite 118

In serata, per peggioramento e impossibilità percepita alla guida, veniva contattato il servizio 118 e disposto trasporto in Pronto Soccorso.

Durante l’accettazione venivano riferiti rimproveri verbali per l’utilizzo del 118 da parte di personale sanitario.

Durante la permanenza:

un infermiere rimproverava con tono elevato per il rifiuto del disinfettante;

un infermiere interrompeva temporaneamente la procedura per mancata accettazione della posizione completamente supina (richiesta posizione semi-seduta per respiro percepito difficoltoso).

Presenza in turno della Dott.ssa Dora Bartolotta.

Notte 30-31 dicembre 2025

Avvio osservazione prolungata con infusioni elettrolitiche.

Riferita tensione comunicativa con parte del personale.

31 dicembre 2025

Cambio turno medico.

Riferito rimprovero da parte del Dr. Angelo Zito in merito all’utilizzo del 118 e alla gestione della problematica elettrolitica.

Il paziente riferiva tentativi di spiegare sintomi gastrointestinali (diarrea, perdita di peso percepita, disturbi digestivi), percependo scarsa attenzione clinica alla possibile causa.

1 gennaio 2026 — eventi clinici specifici

Mattina — prelievo ematico (braccio sinistro)

Per la prima volta durante il ricovero veniva utilizzato il braccio sinistro.

Il prelievo veniva percepito come doloroso con inserimento dell’ago ritenuto profondo e aspirazione rapida.

Nei giorni precedenti (braccio destro) non erano rimasti segni evidenti.

Successivamente comparivano ecchimosi locali persistenti.

Sera — infusione elettrolitica

Collegamento linea infusionale percepito come non delicato e velocità iniziale elevata con sensazione di freddo e dolore.

Segnalata presenza di bolle d’aria nella linea.

In seguito a segnalazione veniva coinvolta la Dott.ssa Dora Bartolotta e un altro infermiere ripristinava la linea.

Persistenza di dolore locale e successiva comparsa di ecchimosi diffuse sull’avambraccio sinistro.

Veniva riferita tensione comunicativa con operatore sanitario.

2 gennaio 2026

Dimissione in mattinata.

Presente il Dr. Lorenzo Pucci, con interazione riferita come tranquilla e rispettosa.

Dimissione percepita come avvenuta in contesto di pressione organizzativa.

Periodo gennaio — febbraio 2026 (accessi ripetuti)

Accessi ripetuti per:

sintomi gastrointestinali persistenti;

diarrea episodica;

debolezza;

necessità percepita di monitoraggio elettrolitico.

Il paziente riferisce alternanza di esperienze assistenziali:

operatori percepiti come disponibili e collaborativi;

altri episodi percepiti come comunicativamente difficili o frettolosi.

Viene riferita crescente preoccupazione per la gestione della riservatezza delle comunicazioni inviate alla Direzione.

20 febbraio 2026 — caduta accidentale

Caduta in supermercato su pavimento bagnato con impatto su lato destro e bacino.

Cefalea breve (1-2 minuti) risolta spontaneamente.

Accesso differito di circa 7 ore.

In serata veniva riferito che il servizio radiologico non era disponibile e invito a tornare il giorno successivo.

21 febbraio 2026 — accesso con esami radiografici

Accesso in mattinata.

Attesa circa 2 ore.

Presenti:

Dott.ssa Dora Bartolotta

Dott.ssa Marina Santiglia

Dr. Angelo Zito (cambio turno)

Venivano eseguite radiografie (bacino, lombare, emitorace).

Il paziente riferisce:

procedura percepita come rapida;

impossibilità di visionare le immagini;

comunicazione verbale di assenza di lesioni;

proposta farmacologica antidolorifica/antinfiammatoria rifiutata.

Il paziente segnala di aver riferito diarrea recente e possibile disidratazione non approfondite in quella sede.

Riferite inoltre:

conversazioni parallele tra operatori;

commenti percepiti come ironici;

difficoltà a mantenere focalizzazione clinica.

Sintesi generale del periodo

Nel periodo 18 dicembre 2025 — 21 febbraio 2026 il paziente riferisce:

accessi ripetuti per sintomi percepiti come reali e documentati;

alternanza di esperienze assistenziali positive e critiche;

episodi comunicativi percepiti come rimprovero o tensione;

preoccupazione per continuità clinica (elettroliti / disturbi gastrointestinali);

preoccupazione per riservatezza delle comunicazioni inviate alla Direzione;

necessità di poter accedere al Pronto Soccorso in contesto neutrale e senza pregiudizi.


Resto in attesa di riscontro scritto.

Cordiali saluti

Francesco Vaccalluzzo

CF: VCCFNC61A12F892B

Data _____


La presente dichiarazione viene allegata, quale integrazione esplicativa, alla documentazione già prodotta (informativa privacy e relazione cronologica), al fine di chiarire la mia posizione in merito alla gestione sanitaria ricevuta e alle modalità di collaborazione terapeutica richieste.

Rilevo, in via generale, che nella pratica clinica quotidiana taluni atti sanitari vengono eseguiti secondo procedure standardizzate e routinarie, non sempre precedute da un adeguato confronto individuale con il paziente e non sempre motivate da una necessità clinica specifica riferita al caso concreto.

Nel mio caso, la richiesta costante è stata quella di una collaborazione terapeutica consapevole, fondata su: — informazione preventiva; — ascolto dei sintomi riferiti; — valutazione condivisa delle opzioni terapeutiche; — considerazione delle osservazioni relative al mio stato corporeo.

Evidenzio che un “medico cooperativo”, nel periodo considerato, ha mantenuto un approccio collaborativo e dialogico: — ha ascoltato le descrizioni sintomatologiche e le osservazioni riferite; — ha valutato congiuntamente possibilità terapeutiche quando tecnicamente realizzabili; — ha espresso diniego in presenza di motivazioni cliniche o organizzative, fornendo spiegazione; — ha mostrato attenzione a evitare procedure non necessarie (es. prelievi routinari in assenza di indicazione clinica specifica).

Si segnala episodio specifico di somministrazione endovenosa contenente glucosio, non preventivamente comunicata come tale, a cui ho riferito sintomatologia immediata (sensazioni anomale al braccio e in sede perioculare).

A seguito della segnalazione: — il medico è intervenuto tempestivamente; — ha sospeso personalmente la somministrazione; — ha sostituito la soluzione; — nei giorni successivi sono state osservate manifestazioni cutanee (prurito ed eruzione), successivamente mostrate al medico.

Ribadisco che, in relazione alla mia condizione clinica, dispongo di una conoscenza diretta e continuativa delle variazioni corporee, dei sintomi e delle correlazioni temporali tra interventi sanitari e reazioni osservate.

Tali elementi costituiscono informazioni clinicamente rilevanti e richiedono adeguata considerazione nel processo valutativo medico.


Sottolineo inoltre un principio generale: il corpo umano rappresenta un’unità funzionale integrata.


Interventi eseguiti in modo frammentato o esclusivamente protocollare possono non cogliere correlazioni sistemiche, incluse quelle relative a condizioni oncologiche o a specifici processi tumorali, che per loro natura coinvolgono dinamiche complesse e interconnesse.

La presente dichiarazione non intende sostituire la valutazione medica, bensì affermare il diritto del paziente a: — partecipazione informata; — consenso realAggiornamento 21.02.2026

Destinatario:

Servizio Sanitario Nazionale – Regione Sicilia

Azienda Sanitaria Provinciale n. _ – Enna

P.O. Basilotta

S.S. Pronto Soccorso

Responsabile: Dott.ssa Claudia Melilli

Tel. 0935 681500


Mittente:

Francesco Vaccalluzzo

Vicolo De Luca 21

94014 Nicosia (EN)

Tel. 327 5394600


Oggetto: Segnalazione e richiesta tutela riservatezza dati sanitari e personali

Alla cortese attenzione della Direzione Sanitaria

e dell’Ufficio Privacy dell’Ospedale,

con la presente segnalo una situazione che ritengo meritevole di verifica in merito alla tutela della mia riservatezza.

Nel corso dei miei accessi al Pronto Soccorso, intercorsi dal 18 dicembre 2025 ad oggi 21.02.2026, ho rilevato ripetuti riferimenti, da parte di diversi operatori sanitari, a comunicazioni da me inviate in precedenza alla Direzione.

Tali riferimenti fanno ritenere che contenuti riguardanti la mia posizione personale e sanitaria possano essere stati condivisi internamente oltre quanto strettamente necessario alla gestione clinica.

Non sono in grado di indicare modalità e canali di eventuale diffusione; tuttavia, la circostanza che più operatori risultino a conoscenza di tali comunicazioni genera in me preoccupazione circa la corretta tutela dei miei dati personali e sanitari.

Preciso che durante i miei accessi ho sempre mantenuto riservatezza e non ho divulgato personalmente tali contenuti a pazienti o personale, se non nei limiti strettamente necessari al colloquio clinico.


Con la presente chiedo pertanto:

di verificare le modalità di gestione e circolazione interna delle comunicazioni che mi riguardano;

di garantire che i miei dati personali e sanitari siano trattati esclusivamente per finalità assistenziali e nel rispetto della normativa vigente;

di essere informato circa eventuali procedure adottate per la tutela della riservatezza.

La presente ha finalità di tutela e chiarimento, al fine di garantire un rapporto sereno e corretto con il personale sanitario.

P.S. – Riepilogo aggiuntivo

Segnalo la necessità di poter accedere al Pronto Soccorso in modo sereno e senza timore di condizionamenti relazionali.

Negli ultimi mesi, a seguito di diversi accessi ripetuti per problematiche di salute, ho progressivamente sviluppato difficoltà ad accedere con tranquillità al servizio, non per rifiuto delle cure, ma per il timore di situazioni comunicative conflittuali o non chiare.

Preciso che l’accesso al Pronto Soccorso, nel mio caso, è stato motivato da sintomi reali e documentati (in particolare perdita di elettroliti, debolezza e necessità di monitoraggio clinico).

Chiedo pertanto che venga garantita la possibilità di accesso alle cure urgenti in un contesto assistenziale neutrale, senza pregiudizi e con adeguata comunicazione.

Conclusioni e richieste

Alla luce degli eventi sopra descritti, intercorsi tra il 18 dicembre 2025 e il 21 febbraio 2026, il sottoscritto intende rappresentare una ricostruzione cronologica finalizzata a chiarimento, tutela e miglioramento del rapporto assistenziale.

Il presente documento non ha finalità accusatoria, ma di:

documentare le esperienze vissute durante gli accessi al Pronto Soccorso;

evidenziare criticità percepite sul piano assistenziale, comunicativo e organizzativo;

consentire una valutazione complessiva del percorso clinico;

favorire un contesto di cura sereno, neutrale e basato su adeguata comunicazione.

Il sottoscritto riconosce che durante il periodo indicato si sono verificati anche episodi di assistenza professionale, disponibilità e corretto supporto da parte di parte del personale sanitario.

Tuttavia, la variabilità degli approcci assistenziali, la percezione di incomprensioni comunicative, la gestione non sempre condivisa delle informazioni cliniche e le preoccupazioni relative alla riservatezza hanno generato difficoltà nell’accesso sereno alle cure.


Periodo 18 dicembre – progressivo peggioramento clinico

Dal 18 dicembre si evidenzia un progressivo peggioramento delle condizioni generali.

I sintomi principali riferiti e osservati in questo periodo includono:

diarrea persistente e non indagata in modo adeguato

perdita di peso significativa (circa 15–20 kg riferita)

debolezza generale marcata

problematiche gastrointestinali (stomaco, pancreas, colon irritabile riferiti)

alterazioni percepite dell’equilibrio elettrolitico

episodi di ipoglicemia / difficoltà glicemiche riferite

stato di malessere crescente con necessità di chiarimenti clinici

Nonostante la persistenza dei sintomi, la persona riferisce che le richieste di approfondimento diagnostico sulla causa della diarrea e del dimagrimento non sono state prese in adeguata considerazione.

Le indicazioni ricevute risultavano prevalentemente generiche (es. “mangiare di più”), senza un percorso diagnostico strutturato volto alla ricerca della causa.

Nel corso dei giorni successivi il quadro viene percepito come progressivamente trascurato, con aumento della preoccupazione e del senso di non essere ascoltata.

 Periodo 29 dicembre 2025 — dimissione e difficoltà successive

Il 29 dicembre 2025, la mattina successiva alla permanenza del 28 dicembre, si presentava in servizio il medico che nel giorno precedent ( 27 dicembre) mi aveva invitato a lasciare il Pronto Soccorso senza ulteriori accertamenti.

Nonostante la condizione di debolezza persistente, venivo indirizzato nuovamente verso soluzioni esterne (acquisto di elettroliti in farmacia), senza valutare la differenza tra integrazione orale commerciale e necessità clinica di reintegrazione tramite infusione.

In tale fase:

permanevano sintomi di perdita di elettroliti, debolezza e difficoltà funzionali;

non venivano avviati approfondimenti sulle cause della diarrea e della disidratazione;

la gestione risultava orientata alla dimissione piuttosto che all’osservazione clinica.

Dopo l’uscita:

mi spostavo a piedi in condizioni di marcata debolezza;

cercavo assistenza presso strutture sanitarie e para-sanitarie, senza possibilità di effettuare infusioni;

nel corso della giornata la condizione fisica peggiorava progressivamente fino a esaurimento delle forze.

La sera rientravo a domicilio in stato di affaticamento significativo.

Tale evoluzione portava, il giorno successivo (30 dicembre), alla necessità di attivare il servizio 118 per impossibilità a guidare autonomamente e per sintomi compatibili con ulteriore perdita elettrolitica.


Giorni immediatamente precedenti al 30 dicembre

Nei giorni precedenti al 30 dicembre:

i sintomi gastrointestinali persistono

la debolezza aumenta

permane la perdita di peso

viene riferita sensazione di squilibrio elettrolitico

cresce la necessità di assistenza medica urgente

La persona riferisce ripetuti tentativi di spiegare sintomi, sensazioni corporee e timori clinici, percependo tuttavia difficoltà di ascolto e presa in carico.

Questo periodo viene descritto come caratterizzato da:

attesa prolungata

sensazione di essere ignorata

peggioramento dello stato fisico

forte stress emotivo


 30 dicembre – accesso tramite 118 (sera)

La sera del 30 dicembre avviene l’accesso tramite 118 a causa del peggioramento del quadro e del malessere percepito come urgente.

All’arrivo vengono riferiti:

sintomi gastrointestinali persistenti

debolezza marcata

perdita di peso importante

preoccupazione per squilibri elettrolitici

necessità di chiarimento diagnostico

È riferito che già all’arrivo, in quella stessa sera, alcuni infermieri avrebbero espresso rimproveri riguardo all’utilizzo del 118.

Nella stessa serata risultava presente la Dr.ssa Bartolotta.

Viene inoltre riferito che l’accesso è avvenuto in un contesto percepito come teso e poco accogliente.

 Notte 30 → 31 dicembre 2025 — accesso con 118, rimproveri, cambio turno

La sera del 30 dicembre 2025, a seguito di peggioramento della condizione generale con perdita di elettroliti, debolezza e impossibilità a guidare, il sottoscritto attivava il servizio di emergenza 118 e veniva trasportato al Pronto Soccorso.

All’arrivo erano presenti operatori sanitari e la Dott.ssa Dora Bartolotta.

Durante le prime fasi dell’accesso:

venivano espressi rimproveri verbali da parte di personale infermieristico riguardo all’utilizzo del 118;

il sottoscritto veniva invitato implicitamente a evitare in futuro tale modalità di accesso;

il tono risultava percepito come non accogliente in relazione allo stato di debolezza clinica.

Nel corso della notte successiva (30 → 31 dicembre):

veniva avviata terapia infusionale con elettroliti;

si verificava un episodio in cui un infermiere rimproverava il sottoscritto ad alta voce per il rifiuto del disinfettante cutaneo;

un ulteriore infermiere manifestava difficoltà a proseguire l’assistenza a causa della richiesta del sottoscritto di mantenere posizione semi-seduta (per respiro e comfort).

Durante il cambio turno (giorni successivi):

intervenivano il Dott. Angelo Zito e successivamente la Dott.ssa Claudia Melilli;

veniva espresso un rimprovero relativo all’utilizzo del 118 per perdita elettrolitica, con indicazione che in futuro tale accesso avrebbe potuto essere considerato improprio;

il sottoscritto tentava di spiegare sintomi, perdita di peso significativa (circa 15-20 kg) e andamento della diarrea, senza percepire adeguata attenzione clinica alle cause.

In tale fase il sottoscritto percepiva:

difficoltà comunicativa;

orientamento alla gestione sintomatica senza approfondimento etiologico;

clima relazionale condizionato da eventi precedenti.


31 dicembre 2025 — giornata completa (assistenza, comunicazione, clima relazionale)

Nel corso della giornata del 31 dicembre 2025, il sottoscritto rimaneva in osservazione presso il Pronto Soccorso con prosecuzione della terapia infusionale elettrolitica.

Durante la giornata:

la condizione clinica risultava caratterizzata da debolezza, disidratazione e instabilità digestiva;

il sottoscritto tentava più volte di spiegare la continuità dei sintomi (diarrea, perdita elettroliti, perdita di peso, difficoltà digestive);

veniva percepita una limitata attenzione all’indagine delle cause (gastrointestinali, metaboliche, elettrolitiche), con prevalente gestione sintomatica.

Sul piano relazionale:

il clima risultava variabile a seconda del personale in turno;

alcuni operatori mantenevano atteggiamento neutro o corretto;

altri manifestavano atteggiamenti percepiti come distaccati o condizionati da precedenti comunicazioni inviate dal sottoscritto alla Direzione.

In particolare, il sottoscritto riferiva la sensazione che la sua situazione clinica venisse interpretata in modo riduttivo (es. “mangiare di più”) senza adeguata valutazione delle cause della diarrea e della perdita elettrolitica.

Nel corso della giornata non risultavano avviati approfondimenti diagnostici mirati alla causa del disturbo intestinale, nonostante la ripetuta segnalazione dei sintomi.

La permanenza proseguiva nella notte successiva.


Gennaio 2026 — accessi successivi e continuità assistenziale

1 gennaio 2026 — eventi infermieristici (prelievo, flebo, dolore, gestione accesso venoso)

Nella mattina del 1 gennaio 2026, veniva eseguito un prelievo ematico.

Per la prima volta durante il ricovero osservazionale, il prelievo veniva effettuato sul braccio sinistro, mentre nei giorni precedenti erano stati utilizzati prevalentemente il braccio destro e gli accessi già presenti.

L’infermiere che eseguiva il prelievo risultava essere lo stesso operatore che la sera del 30 dicembre aveva rimproverato il sottoscritto con tono elevato.

Il sottoscritto, inizialmente esitante, consentiva comunque la procedura.

Durante il prelievo:

l’inserimento dell’ago veniva percepito come eccessivamente profondo;

veniva segnalato dolore immediato;

il prelievo veniva eseguito con aspirazione rapida tramite siringa, percepita come dolorosa;

la segnalazione del dolore non determinava modifica della manovra.

Nei giorni precedenti, i prelievi effettuati sul braccio destro erano stati percepiti come più delicati e non avevano lasciato segni evidenti.

Successivamente, nella stessa giornata, veniva proseguita la terapia infusionale elettrolitica tramite accesso venoso.

Durante la somministrazione serale:

un altro infermiere collegava la flebo in modo percepito come poco delicato;

la velocità di infusione veniva inizialmente impostata troppo elevata, con sensazione di freddo e dolore lungo il braccio;

il sottoscritto chiedeva di ridurre la velocità;

la richiesta non veniva immediatamente accolta, e il sottoscritto interveniva autonomamente regolando la velocità.

Al rientro, l’operatore rimproverava tale intervento.

Successivamente il sottoscritto segnalava la presenza di bolle d’aria nel tubo della flebo.

la segnalazione veniva inizialmente minimizzata;

il sottoscritto riferiva dolore e preoccupazione;

a fronte della persistenza della segnalazione, si recava personalmente presso l’ufficio medico dove era presente Dora Bartolotta.

Veniva quindi chiamato un altro infermiere che sistemava la linea infusionale.

Nonostante ciò, l’ago rimaneva percepito come troppo profondo e doloroso.

Nei giorni successivi comparivano:

ecchimosi diffuse sul braccio sinistro

dolore persistente

alterazione cromatica (blu, viola, giallo)

Il sottoscritto collega tali esiti:

alla profondità dell’ago

alla modalità del prelievo rapido

alla gestione percepita come poco delicata della flebo

Durante lo stesso episodio, un infermiere affermava che altri colleghi “facevano ciò che il paziente chiedeva”, mentre lui no, frase percepita dal sottoscritto come indicativa di un approccio rigido.

Nel corso di uno scambio verbale, l’operatore reagiva con tono elevato invitando il sottoscritto a non utilizzare il termine “ignoranza”, percepito come rimprovero.

In quella serata risultava presente in turno anche la Dott.ssa Bartolotta.



Dopo la dimissione del 2 gennaio 2026, il sottoscritto ha continuato ad accedere al Pronto Soccorso in modo intermittente a causa della persistenza di:

disturbi intestinali (diarrea, difficoltà digestive);

sensazione di perdita di elettroliti;

debolezza fisica;

necessità di monitoraggio clinico.

Gli accessi risultavano non costanti ma legati alla comparsa dei sintomi e alla percezione di peggioramento.

Il sottoscritto riferisce che, in questo periodo:

il rapporto con parte del personale risultava variabile;

alcuni operatori mantenevano un atteggiamento neutrale o collaborativo;

altri mostravano atteggiamenti percepiti come distaccati, frettolosi o influenzati da precedenti comunicazioni inviate alla Direzione nel 2025.

Il sottoscritto percepiva una difficoltà progressiva ad accedere al servizio con serenità, non per rifiuto delle cure, ma per timore di incomprensioni comunicative e relazionali.

In diversi accessi:

veniva effettuata gestione sintomatica;

non sempre venivano approfondite le possibili cause del quadro gastro-intestinale;

il sottoscritto riferiva ripetutamente il timore per la perdita di elettroliti e il calo ponderale.

Nel periodo di gennaio il sottoscritto ha quindi sviluppato:

maggiore prudenza negli accessi;

tendenza a recarsi quando percepiva presenza di personale ritenuto più neutrale;

preoccupazione per la continuità assistenziale.

Febbraio 2026 — progressiva difficoltà di accesso

Nel corso di febbraio 2026 il sottoscritto riferisce:

aumento della difficoltà ad accedere con tranquillità al Pronto Soccorso;

percezione di clima relazionale non sempre chiaro;

timore che precedenti comunicazioni fossero conosciute da più operatori oltre il necessario ambito clinico.

Il sottoscritto precisa di aver mantenuto riservatezza durante gli accessi e di non aver divulgato contenuti personali a pazienti o personale se non per finalità cliniche.

20 febbraio 2026 — caduta

Nel pomeriggio del 20 febbraio 2026 (circa ore 13:20), il sottoscritto riferisce una caduta in un supermercato a causa di pavimento scivoloso e scarpe bagnate.

Dinamica riferita:

caduta sulla parte destra del corpo (anca/gluteo destro);

impatto con compensazione del braccio destro;

breve cefalea durata circa 1–2 minuti e poi risolta.

Il sottoscritto inizialmente rientrava a casa e osservava l’evoluzione dei sintomi.

Dopo circa 7 ore decideva di recarsi al Pronto Soccorso.

In tale occasione veniva riferito che il servizio radiologico non era disponibile e veniva suggerito di tornare il giorno successivo.

21 febbraio 2026 — accesso, radiografie ed eventi relazionali (evento rilevante)

Il 21 febbraio 2026 il sottoscritto si recava nuovamente al Pronto Soccorso (circa ore 11:00).

Dopo attesa di circa due ore:

venivano eseguite radiografie (bacino, tratto lombare, emitorace);

la procedura veniva percepita come rapida e orientata alla conclusione veloce del percorso;

al sottoscritto non venivano mostrate le immagini radiologiche;

veniva comunicato verbalmente che “non risultava nulla”.

Il sottoscritto riferisce che:

non gli veniva consentita visione diretta delle immagini;

gli veniva comunicato che le immagini erano già state inviate al Pronto Soccorso;

anche in PS non venivano mostrate né discusse insieme.

Veniva proposta terapia sintomatica (antidolorifico / antinfiammatorio), rifiutata dal sottoscritto in assenza di riscontro clinico spiegato.

Il sottoscritto riferiva inoltre:

episodio di diarrea la notte precedente con possibile disidratazione;

necessità di considerare il quadro generale e non solo il trauma lombare;

percezione che l’attenzione fosse concentrata solo sull’aspetto ortopedico.

Aspetti relazionali riferiti il 21 febbraio

Durante l’accesso del 21 febbraio il sottoscritto riferisce:

conversazioni tra operatori riguardanti eventi passati;

discussioni avviate da personale su precedenti vicende sanitarie;

presenza di commenti percepiti come ironici o svalutanti;

momenti di distrazione del personale durante la visita.

Il sottoscritto descrive di aver mantenuto atteggiamento collaborativo e di aver evitato conflitti, anche rispondendo con tono conciliativo.

Aspetto privacy (evento centrale)

Il sottoscritto riferisce che più operatori risultavano a conoscenza di comunicazioni precedentemente inviate alla Direzione.

21.02.2026 Medici presente : Dr.ssa Dora Bartolotta, Dr.ssa Santiglia Maria. 

Il sottoscritto on è in grado di indicare:

modalità;

canali;

responsabilità specifiche.

Tuttavia tale circostanza ha generato:

preoccupazione per la tutela della riservatezza;

percezione di possibile condizionamento relazionale;

difficoltà ad accedere al servizio con serenità, e eventuali danni causati die ignoranza e negligenza.


Sintesi del periodo 2 gennaio → 21 febbraio

Il periodo successivo alla dimissione è caratterizzato da:

sintomi persistenti;

accessi intermittenti;

rapporto relazionale variabile con il personale;

crescente preoccupazione per continuità assistenziale e privacy;

evento del 21 febbraio 2026 percepito come momento rilevante per:

radiografie non condivise;

gestione ritenuta rapida;

elementi relazionali percepiti come critici;

rafforzamento della richiesta di tutela della riservatezza e di accesso sereno alle cure.

Con la presente si chiede

di verificare il percorso assistenziale relativo agli accessi indicati;

di garantire che i dati personali e sanitari siano trattati esclusivamente per finalità assistenziali e nel rispetto della normativa vigente;

di assicurare che eventuali comunicazioni interne avvengano nei limiti strettamente necessari alla gestione clinica;

di favorire un contesto assistenziale neutrale, privo di pregiudizi e basato su comunicazione chiara;

di consentire, quando possibile, la condivisione con il paziente degli esami eseguiti (inclusa la visione delle immagini diagnostiche);

di garantire continuità assistenziale rispetto al quadro riferito (disturbi gastrointestinali, equilibrio elettrolitico, stato generale).

Finalità della comunicazione

La presente comunicazione è finalizzata a:

tutela personale e sanitaria;

prevenzione di incomprensioni future;

miglioramento del rapporto con il servizio;

possibilità di accesso alle cure urgenti con serenità e fiducia.

Il sottoscritto resta disponibile a fornire eventuali chiarimenti e a collaborare con la struttura per una ricostruzione completa.


PS:

Osservazione sul contesto sistemico

Rilevo, in termini generali, che l’attuale organizzazione del sistema sanitario può, in determinate situazioni, generare condizioni di pressione operativa, standardizzazione delle procedure e riduzione degli spazi di ascolto individuale, con il rischio di produrre nel paziente vissuti di incertezza, vulnerabilità o smarrimento.

Tale contesto può tradursi, dal punto di vista soggettivo, in una percezione di difficoltà relazionale e di insufficiente personalizzazione del percorso di cura.

La presente osservazione non costituisce giudizio sull’operato dei singoli professionisti, ma evidenzia un elemento di contesto rilevante ai fini della comprensione della mia richiesta costante di collaborazione terapeutica consapevole, dialogo e valutazione individualizzata.

Ribadisco pertanto che la mia posizione non è oppositiva al sistema sanitario, bensì orientata a una relazione di cura fondata su informazione, partecipazione e integrazione delle osservazioni cliniche soggettive.


Breve Riepilogo : 

Cronologia degli accessi al Pronto Soccorso

Periodo: 18 dicembre 2025 — 21 febbraio 2026

18 dicembre 2025

Accesso al Pronto Soccorso per sintomatologia riferita a perdita di elettroliti associata a episodi di diarrea, debolezza e disidratazione percepita.

L’accesso si svolgeva in modo regolare.

Veniva riferita interazione assistenziale corretta e disponibile da parte della Dott.ssa Marina Santiglia.

26 dicembre 2025

Nuovo accesso per persistenza della sintomatologia (debolezza, perdita elettrolitica percepita).

Riferita mancata presa in carico clinica e invito a rivolgersi al medico di base.

27 dicembre 2025

Ulteriore accesso per peggioramento della sintomatologia.

Riferita nuovamente mancata presa in carico e dimissione senza trattamento infusionale.

28 dicembre 2025

Accesso per marcata debolezza e sensazione di perdita elettrolitica.

Un medico prendeva in carico la situazione e veniva effettuata terapia infusionale con elettroliti e soluzione fisiologica.

Il paziente veniva trattenuto per osservazione.

29 dicembre 2025

Cambio turno.

Veniva riferito invito a reperire autonomamente elettroliti in farmacia in forma orale, senza prosecuzione infusionale.

Persistendo debolezza, il paziente riferisce difficoltà negli spostamenti e ricerca autonoma di strutture alternative senza esito.

30 dicembre 2025 — accesso tramite 118

In serata, per peggioramento e impossibilità percepita alla guida, veniva contattato il servizio 118 e disposto trasporto in Pronto Soccorso.

Durante l’accettazione venivano riferiti rimproveri verbali per l’utilizzo del 118 da parte di personale sanitario.

Durante la permanenza:

un infermiere rimproverava con tono elevato per il rifiuto del disinfettante;

un infermiere interrompeva temporaneamente la procedura per mancata accettazione della posizione completamente supina (richiesta posizione semi-seduta per respiro percepito difficoltoso).

Presenza in turno della Dott.ssa Dora Bartolotta.

Notte 30-31 dicembre 2025

Avvio osservazione prolungata con infusioni elettrolitiche.

Riferita tensione comunicativa con parte del personale.

31 dicembre 2025

Cambio turno medico.

Riferito rimprovero da parte del Dr. Angelo Zito in merito all’utilizzo del 118 e alla gestione della problematica elettrolitica.

Il paziente riferiva tentativi di spiegare sintomi gastrointestinali (diarrea, perdita di peso percepita, disturbi digestivi), percependo scarsa attenzione clinica alla possibile causa.

1 gennaio 2026 — eventi clinici specifici

Mattina — prelievo ematico (braccio sinistro)

Per la prima volta durante il ricovero veniva utilizzato il braccio sinistro.

Il prelievo veniva percepito come doloroso con inserimento dell’ago ritenuto profondo e aspirazione rapida.

Nei giorni precedenti (braccio destro) non erano rimasti segni evidenti.

Successivamente comparivano ecchimosi locali persistenti.

Sera — infusione elettrolitica

Collegamento linea infusionale percepito come non delicato e velocità iniziale elevata con sensazione di freddo e dolore.

Segnalata presenza di bolle d’aria nella linea.

In seguito a segnalazione veniva coinvolta la Dott.ssa Dora Bartolotta e un altro infermiere ripristinava la linea.

Persistenza di dolore locale e successiva comparsa di ecchimosi diffuse sull’avambraccio sinistro.

Veniva riferita tensione comunicativa con operatore sanitario.

2 gennaio 2026

Dimissione in mattinata.

Presente il Dr. Lorenzo Pucci, con interazione riferita come tranquilla e rispettosa.

Dimissione percepita come avvenuta in contesto di pressione organizzativa.

Periodo gennaio — febbraio 2026 (accessi ripetuti)

Accessi ripetuti per:

sintomi gastrointestinali persistenti;

diarrea episodica;

debolezza;

necessità percepita di monitoraggio elettrolitico.

Il paziente riferisce alternanza di esperienze assistenziali:

operatori percepiti come disponibili e collaborativi;

altri episodi percepiti come comunicativamente difficili o frettolosi.

Viene riferita crescente preoccupazione per la gestione della riservatezza delle comunicazioni inviate alla Direzione.

20 febbraio 2026 — caduta accidentale

Caduta in supermercato su pavimento bagnato con impatto su lato destro e bacino.

Cefalea breve (1-2 minuti) risolta spontaneamente.

Accesso differito di circa 7 ore.

In serata veniva riferito che il servizio radiologico non era disponibile e invito a tornare il giorno successivo.

21 febbraio 2026 — accesso con esami radiografici

Accesso in mattinata.

Attesa circa 2 ore.

Presenti:

Dott.ssa Dora Bartolotta

Dott.ssa Marina Santiglia

Dr. Angelo Zito (cambio turno)

Venivano eseguite radiografie (bacino, lombare, emitorace).

Il paziente riferisce:

procedura percepita come rapida;

impossibilità di visionare le immagini;

comunicazione verbale di assenza di lesioni;

proposta farmacologica antidolorifica/antinfiammatoria rifiutata.

Il paziente segnala di aver riferito diarrea recente e possibile disidratazione non approfondite in quella sede.

Riferite inoltre:

conversazioni parallele tra operatori;

commenti percepiti come ironici;

difficoltà a mantenere focalizzazione clinica.

Sintesi generale del periodo

Nel periodo 18 dicembre 2025 — 21 febbraio 2026 il paziente riferisce:

accessi ripetuti per sintomi percepiti come reali e documentati;

alternanza di esperienze assistenziali positive e critiche;

episodi comunicativi percepiti come rimprovero o tensione;

preoccupazione per continuità clinica (elettroliti / disturbi gastrointestinali);

preoccupazione per riservatezza delle comunicazioni inviate alla Direzione;

necessità di poter accedere al Pronto Soccorso in contesto neutrale e senza pregiudizi.


Resto in attesa di riscontro scritto.

Cordiali saluti

Francesco Vaccalluzzo

CF: VCCFNC61A12F892B

Data _____


La presente dichiarazione viene allegata, quale integrazione esplicativa, alla documentazione già prodotta (informativa privacy e relazione cronologica), al fine di chiarire la mia posizione in merito alla gestione sanitaria ricevuta e alle modalità di collaborazione terapeutica richieste.

Rilevo, in via generale, che nella pratica clinica quotidiana taluni atti sanitari vengono eseguiti secondo procedure standardizzate e routinarie, non sempre precedute da un adeguato confronto individuale con il paziente e non sempre motivate da una necessità clinica specifica riferita al caso concreto.

Nel mio caso, la richiesta costante è stata quella di una collaborazione terapeutica consapevole, fondata su: — informazione preventiva; — ascolto dei sintomi riferiti; — valutazione condivisa delle opzioni terapeutiche; — considerazione delle osservazioni relative al mio stato corporeo.

Evidenzio che un “medico cooperativo”, nel periodo considerato, ha mantenuto un approccio collaborativo e dialogico: — ha ascoltato le descrizioni sintomatologiche e le osservazioni riferite; — ha valutato congiuntamente possibilità terapeutiche quando tecnicamente realizzabili; — ha espresso diniego in presenza di motivazioni cliniche o organizzative, fornendo spiegazione; — ha mostrato attenzione a evitare procedure non necessarie (es. prelievi routinari in assenza di indicazione clinica specifica).

Si segnala episodio specifico di somministrazione endovenosa contenente glucosio, non preventivamente comunicata come tale, a cui ho riferito sintomatologia immediata (sensazioni anomale al braccio e in sede perioculare).

A seguito della segnalazione: — il medico è intervenuto tempestivamente; — ha sospeso personalmente la somministrazione; — ha sostituito la soluzione; — nei giorni successivi sono state osservate manifestazioni cutanee (prurito ed eruzione), successivamente mostrate al medico.

Ribadisco che, in relazione alla mia condizione clinica, dispongo di una conoscenza diretta e continuativa delle variazioni corporee, dei sintomi e delle correlazioni temporali tra interventi sanitari e reazioni osservate.

Tali elementi costituiscono informazioni clinicamente rilevanti e richiedono adeguata considerazione nel processo valutativo medico.


Sottolineo inoltre un principio generale: il corpo umano rappresenta un’unità funzionale integrata.


Interventi eseguiti in modo frammentato o esclusivamente protocollare possono non cogliere correlazioni sistemiche, incluse quelle relative a condizioni oncologiche o a specifici processi tumorali, che per loro natura coinvolgono dinamiche complesse e interconnesse.

La presente dichiarazione non intende sostituire la valutazione medica, bensì affermare il diritto del paziente a: — partecipazione informata; — consenso realmente consapevole; — personalizzazione delle procedure; — considerazione delle osservazioni soggettive quale dato clinico; — collaborazione terapeutica effettiva.

Ribadisco che la richiesta rivolta ai sanitari è di assistenza, accompagnamento e valutazione condivisa delle scelte, nel rispetto della sicurezza clinica e delle competenze professionali.

La presente viene allegata quale integrazione esplicativa alla documentazione già prodotta.mente consapevole; — personalizzazione delle procedure; — considerazione delle osservazioni soggettive quale dato clinico; — collaborazione terapeutica effettiva.

Ribadisco che la richiesta rivolta ai sanitari è di assistenza, accompagnamento e valutazione condivisa delle scelte, nel rispetto della sicurezza clinica e delle competenze professionali.

La presente viene allegata quale integrazione esplicativa alla documentazione già prodotta.

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